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25 Marzo 2026
Spinazzola trascina il gruppo: l'esterno è esploso nell'Atalanta (Foto ©figc.it)
Domani sera, quando l'Italia scenderà in campo contro l'Irlanda del Nord, non sarà una partita come le altre. Il destino ha scelto Bergamo e il Gewiss Stadium come teatro di una sfida che profuma di casa per gran parte del gruppo azzurro. Non è solo una questione di geografia, ma di DNA: la Nazionale di Rino Gattuso parla sempre più il linguaggio di Zingonia.
Dei 31 convocati per questo delicato impegno, ben 5 giocatori hanno compiuto l'intera trafila nel settore giovanile orobico: Carnesecchi (in foto ©De Cesaris), Bastoni, Palestra, Scalvini e Cambiaghi. Se a questi aggiungiamo pilastri come Gianluca Mancini e Leonardo Spinazzola, esplosi definitivamente a Bergamo prima di spiccare il volo internazionale, il peso del "progetto Dea" diventa schiacciante.

Ma qual è il segreto dietro quella che molti definiscono la "Cantera d'Italia"?
Il centro Bortolotti di Zingonia non è un semplice campo d'allenamento, ma un asset strategico che investe circa 6 milioni di euro l'anno (il 10% del fatturato) nei giovani. I punti cardine sono chiari:
L’uomo prima dell’atleta: Il rendimento scolastico è vincolante; chi non studia o non ha comportamenti etici non gioca.
L'anello mancante (Under 23): L'Atalanta è stata pioniera in Italia con la Seconda Squadra in Serie C, permettendo ai ragazzi di confrontarsi subito con il professionismo rimanendo sotto il controllo diretto dello staff societario.
Dietro ai grandi nomi, la produzione di talenti non si ferma mai. Ecco i profili più caldi tra Under 23 e Primavera pronti a sbocciare:
Lorenzo Bernasconi (2003): Il simbolo del successo del passaggio interno. Pilastro in Serie C, ha già collezionato presenze in Champions League contro Bayern e Dortmund. A gennaio l'Atalanta ha blindato il ragazzo rifiutando un'offerta da 15 milioni di euro dalla Roma.
Dominic Vavassori (2005): Attaccante moderno, rapido e tecnico, già stabilmente nel giro della prima squadra.
Alberto Manzoni (2005): Il prototipo del centrocampista dinamico "alla Gasperini": fisico e con il vizio del gol.
Simone Panada (2002): Il regista e capitano dell'Under 23, leader carismatico del gruppo.
Federico Cassa (2006): Talento puro e creatività tra le linee, capace di giocate che cambiano la partita.
Nicolò Baldo (2006): Il trascinatore offensivo della Primavera, punta centrale con un gran senso del gol.
Andrea Michieletto (2008): Il "sotto-età" che sta bruciando le tappe tra Primavera e debutto in U23.
Honest Ahanor (2008): Terzino sinistro di potenza pura, già nel giro dell'Under 21 azzurra a soli 17 anni.
Albert Navarro (2007): Arrivato dalla Masia del Barcellona, il centrale spagnolo è già un titolare fisso in Serie C ed è considerato tra i difensori più futuribili d'Europa.
Se Bergamo è il cuore pulsante, Roma rimane l'altra grande certezza della Nazionale. La società giallorossa continua a produrre talenti purissimi, tutti nati nella Capitale: Calafiori, Pisilli (in foto ©De Cesaris), Frattesi, Politano e Scamacca. Un nucleo di giocatori che, per presenze nelle giovanili azzurre, non ha rivali in Italia.

Un dato emerge chiaramente dalle convocazioni: il senso di appartenenza. Ad eccezione dell'oriundo Mateo Retegui, tutti i calciatori hanno vestito la maglia dell'Italia fin dalle selezioni Under. Questo percorso rappresenta la costruzione di un’identità tattica e caratteriale che Gattuso sta sfruttando per dare stabilità al gruppo.
Giocatori come Locatelli e Dimarco mostrano una costanza impressionante, mentre Gianluca Scamacca (in foto ©FIGC durante una partita delle giovanili) domina questa speciale classifica: è stato il punto di riferimento offensivo di ogni selezione giovanile in cui ha militato, confermando l'ottimo lavoro dei vivai di Roma e Atalanta.

| Pos. | Giocatore | Società | Presenze |
| 1° | Gianluca Scamacca | Roma | 85 |
| 2° | Federico Dimarco | Inter | 74 |
| 3° | Manuel Locatelli | Milan | 74 |
| 4° | Davide Frattesi | Lazio/Roma | 70 |
| 5° | Alessandro Bastoni | Atalanta | 65 |
L'analisi dei convocati evidenzia però una nota dolente: la totale assenza di giocatori cresciuti nei settori giovanili del Sud. Molti azzurri sono nati nel Meridione (come Donnarumma o Raspadori), ma sono stati costretti a emigrare giovanissimi per completare la formazione al Nord.

Gli ultimi simboli cresciuti e lanciati da vivai meridionali sono stati Lorenzo Insigne (Napoli) e Gaetano Castrovilli (Bari), protagonisti della vittoria a Euro 2020. Insieme a loro c'era Ciro Immobile: nato a Torre Annunziata e svezzato dal Sorrento, diventato un grande bomber mondiale solo dopo il passaggio nel vivaio della Juventus. Senza investimenti simili a quelli di Zingonia, il Sud rischia di restare solo un bacino di "partenze" forzate verso i centri d'eccellenza settentrionali.
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