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IL PUNTO
10 Novembre 2015
Uno scatto del derby: la Lupa Castelli Romani si appresta a battere una punizione nel finale ©Del Gobbo
Diciamolo chiaramente: quello di sabato
scorso tra Lupa Castelli Romani e Lupa Roma non è stato un derby che
verrà ricordato per la spettacolarità. È stata più una battaglia
giocata sui nervi, con le due squadre che hanno preferito prima
non prenderle. Molti “check” e nessun “all in”. Episodi però
ce ne sono stati, fattori che hanno in qualche modo influenzato
l'economia del match, da una parte e dall'altra. Pronti-via,
formazioni alla mano, la prima cosa che ci ha stupito è stato vedere
la Lupa Roma privarsi del suo centravanti, Gabriele Bernardotto.
Greco ha provato a sorprendere la Lupa Castelli con un tridente di
movimento, senza punti di riferimento, dando la maglia numero 9 a
Perfetti, trequartista di professione. Trio offensivo completato da
Cucciari e Delvecchio: poca fisicità, tanta velocità. Il copione in
buona parte è stato rispettato: nel primo tempo la partita ha
provato a farla la Lupa Castelli Romani. Giusto, ha provato. Perchè
a conti fatti, nella prima frazione sono arrivati, nello specchio
della porta difesa da Cianfriglia, solo due tiri: una girata di
Raudino sugli sviluppi di un calcio piazzato e una punizione
velleitaria di capitan Spurio (recuperato da mister Belli all'ultimo minuto),
calciata dopo il fallo da ultimo uomo che è costata l'espulsione a
Borelli. Per forza di cose, è qui che è cambiata la partita della
Lupa Roma.
Dopo un primo tempo in cui poche volte è riuscita a
ripartire, trascinata da qualche giocata del solito Delvecchio (che
ha chiamato agli straordinari un ottimo Frallicciardi), l'inferiorità
numerica ha costretto il team di Greco (squalificato e trascinatore
dei suoi anche dalla tribuna del Torbellamonaca) a stringere i denti,
rinunciando a qualche strappo offensivo in più per provare l'affondo decisivo nella ripresa. Difficile parlare però di paura di perdere per gli
ospiti: nel secondo tempo ha fatto il suo ingresso in campo
bomber Bernardotto, aumentando così il peso specifico offensivo dei
suoi. Molte le palle protette dalla punta che ha fatto respirare la sua squadra in più di un'occasione, aiutato in fase di scarico sempre da
Delvecchio. Insomma, anche in dieci la Lupa Roma non ha sofferto,
riuscendo in più di un'occasione anche ad alzare il baricentro. La
Lupa Castelli Romani invece ha sempre provato a fare la sua gara,
peccando però, ancora una volta, di poca lucidità lì davanti, con
quell'ultimo decisivo passaggio che non è mai arrivato. È stata un
po' la classica partita che solo un episodio avrebbe potuto sbloccare
e, ad onor del vero, quell'episodio era anche arrivato a metà secondo
tempo: un'uscita scomposta di Cianfriglia che si fa sfuggire il
pallone, la girata Rapace di Argento che a porta sguarnita gonfia la
rete e poi l'imprevisto fischio dell'arbitro che ha strozzato in gola
l'urlo amarantoceleste per una presunta e molto lieve carica
dell'attaccante sul portiere.
La risposta della Lupa Roma è arrivata
con un calcio di punizione di Perfetti che ha sfiorato il palo per
questione di millimetri. 0-0: episodi a parte, il risultato più
giusto per quanto le due squadre hanno fatto vedere sul manto del
Torbellamonaca. A proposito: difficile parlare d'erba vera per quel
che riguarda il campo della Lupa Castelli Romani. Ora, non
pretendiamo di vedere nella nostra città prati inglesi in stile
Emirates, ma quelle chiazze di terra marroncina alternate al verde
non sono uno spettacolo bello da vedere e di calcio professionistico
hanno ben poco, capaci di condizionare il match in più di un
occasione con rimbalzi fasulli, di quelli che non accetti neanche al
parco con gli amici. Zero: non sono solo i gol visti al derby, ma
anche il voto che si merita una campo (in erba?) come quello del
Torbellamonaca.
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