Cerca
i protagonisti
08 Dicembre 2015
Pellegrini con la maglia della Roma

Chissà cosa avrà pensato Vincenzo Montella quando Lorenzo
Pellegrini ha portato in vantaggio il Sassuolo contro la sua Sampdoria. Uno
strano scherzo del destino. Il primo in Serie A del giovane centrocampista è
stato un gol da centravanti: inserimento, tiro, respinta e palla ancora sui
suoi piedi, come a dire “Questo è il tuo momento”. La seconda chance Pellegrini
l’ha sfruttata: conclusione, freddezza, gol. Così, domenica scorsa, un altro
campioncino di casa Roma si è guadagnato un altro titolo sul giornale. Sì, ma
cosa centra Montella? Semplicemente qualche anno fa, quando l’allenatore di
Pomigliano d’Arco muoveva i suoi primi passi in panchina con i Giovanissimi
Nazionali in quel di Trigoria, fu proprio lui a consigliare (e quasi ad
obbligare) Pellegrini al cambio di ruolo: la prima grande intuizione da
tecnico. Non più attaccante (fisico e poca reattività) ma centrocampista,
classico numero otto: altezza, testa alta, geometrie e gran tiro da fuori area.
Poi le strade si divisero: Montella salì in prima squadra per provare a salvare
il salvabile, Pellegrini invece si fermo per un aritmia cardiaca. Lo stop fu
fortunatamente temporaneo. Quando il centrocampista classe ’96 torno a giocare,
il tecnico che gli cambiò ruolo non c’era più, aveva ormai salutato la Capitale.
Pellegrini però portò con sé Montella e i suoi consigli: Allievi e poi
Primavera. Sempre centrocampista, per sempre centrocampista. Una grande
crescita nella squadra di Alberto De Rossi quella di Pellegrini, culminata dal
grande gol in Youth League contro il Manchester City. Il Sassuolo di Eusebio Di
Francesco non se l’è fatto scappare. Lo ha comprato e gli ha chiesto pazienza,
lasciandolo in panchina nella prima parte di campionato; poi ecco le più
recenti due presenze, con la seconda condita dal quel primo gol in Serie A di
domenica scorsa, contro quel Montella che Lorenzo Pellegrini conosce bene.
Coincidenze pazzesche. “Sliding doors” incrociate. Semplici scherzi del destino
che arricchiscono il bello del calcio. Difficilmente il centrocampista però
tornerà alla Roma. È un giocatore del Sassuolo e, per i giallorossi, a ben 7
milioni è fissato il diritto di riacquisto o di recompra, come dicono gli spagnoli.
Prezzo, ad oggi, sicuramente non basso; ma a proposito di Spagna…
…intanto Sanabria fa tripletta Ci
troviamo a Gijon, città delle Asturie ed è sabato 5 dicembre. Al centro dell’attacco
dello Sporting, squadra di casa, c’è Antonio “Tony” Sanabria. Contro il Las
Palmas i biancorossi sono favoriti ed in effetti non sbagliano. Il match
finisce 3-1 e il grande protagonista è proprio lui, l’ex attaccante
giallorosso, scuola Barcellona, che lo scorso anno in Primavera fece però non
poca fatica. Adesso invece è diventato beniamino del pubblico asturiano. Il
problema però sembra essere cronico e ridondante per quel che concerne la squadra
di Alberto De Rossi: giocatori giovani presi per la prima squadra e che poi si
ritrovano in Primavera per mettere minuti nelle gambe, non riescono mai ad
imporsi pienamente; questo per causa di una colpevole mancanza di stimoli che
poi non fa altro che gettare dubbi (operazione molto gradita all’ambiente
romano) sull’ennesimo giovane acquisto d’oltreoceano. Sarà Roma. L’unica cosa
certa è che Sanabria sta dimostrando il suo valore, dopo aver messo già cinque
volte il segno nella Liga. Dopo i tre gol segnati nella partita di sabato, la
Roma non è rimasta indifferente e ha fatto pubblicamente i complimenti a “Tony”,
essendo ancora un suo giocatore. Quello del paraguayano non è però l’unico
esempio che ci viene in mente: abbiamo già parlato di Politano che sta facendo
meglio del previsto in Serie A col Sassuolo. Stesso discorso per Ricci, Balasa
e il laziale Tounkara in Serie B, protagonisti della grande annata del Crotone.
Mentre la Roma vive il suo peggior momento della stagione, fuori dal Grande
Raccordo Anulare, i suoi giovani brillano. Conferma del gran lavoro fatto come
ogni anno dalla società giallorossa, ma che, come ogni anno, fa fatica ad
integrare in prima squadra i suoi frutti migliori (Mendez e Ponce per citare i
più recenti). Perché? Citiamo i saggi capitolini moderni. “Qui non puoi
crescere”, “C’è troppa pressione”, “È un paese per vecchi”. Alibi o verità? Purtroppo
entrambe le cose. Un ibrido calcistico che solo una città come Roma riesce a
regalare.
EDICOLA DIGITALE
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni