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L'approfondimento
25 Febbraio 2026
Mattia Almaviva (Foto ©De Cesaris)
Inter-Roma e Roma-Cesena non sono state due semplici partite, due gare che raccontano molto di questa Primavera della Roma, che sa essere dominante, ma che ancora fa i conti con le proprie lacune, i propri difetti. E sono state anche l'occasione, per alcuni ragazzi, di chiarire alcuni concetti, come ha fatto Mattia Almaviva. Come a voler dire che lui, di questa squadra, deve essere un protagonista.

Nato a Roma il 3 febbraio 2006, Almaviva è un prodotto 100 % del vivaio giallorosso, incardinato fin dalle prime leve nei percorsi formativi del club capitolino. Sin da giovane età si è distinto per il suo mix di tecnica, visione di gioco e duttilità offensiva: può agire come seconda punta o “falso nueve”, ma anche trequartista o centrocampista, capace di muoversi tra le linee e dialogare con i compagni senza limitarsi esclusivamente alla finalizzazione.
Finalizzazione, un qualcosa che negli ultimi tempi non sta certamente mancando a Mattia Almaviva visti i due gol messi a segno nelle ultime due partite. Prima nella goleada contro l'Inter, dove è stato tra i migliori in campo e poi con il Cesena, dove ha confermato di essere in un grande momento di forma, reti a parte. E, finalmente, con quel problema alla spalla adesso risolto del tutto.
Un momento che ha contribuito a cristallizzare l’attenzione attorno al suo nome risale al 28 maggio 2017: in occasione dell’addio al calcio di Francesco Totti, il capitano storico consegnò simbolicamente la sua fascia da capitano all’allora giovanissimo Almaviva, al tempo undicenne. Questo episodio ha assunto con il tempo un forte valore simbolico, suggellando un fil rouge tra una leggenda del club e una promessa emergente. Un episodio che, a proposito di altre facce della stessa medaglia, negli anni si è a volte anche rigirato "contro" lo stesso Almaviva, anche e soprattutto a causa di commenti più o meno ingenerosi nei suoi confronti. Nulla di nuovo di quello che accade quando bisogna parlare di settore giovanile, un tema caro a tanti solo e soltanto quando c'è il "figlio di" o un qualcuno che interessa alla piazza.

L’albo personale del talento romano include la conquista dello Scudetto con l’Under 16 e la successiva affermazione nel Campionato Under 17 nella stagione 2022/2023, traguardi che ne certificano l’impatto qualitativo all’interno di annate giovanili di vertice come il gruppo dei 2006.
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L’esperienza di crescita è arricchita anche dall’opportunità con la prima squadra con quel debutto non ufficiale in amichevole contro il Milan a Perth, Australia sotto la guida di Daniele De Rossi. Adesso, però, la necessità è quella di continuare a prendere e riprendere fiducia nei propri mezzi, ritagliarsi gli spazi giusti e, chissà, proseguire in questa parentesi felice, da protagonista assoluto della Roma, com'è sempre stato.
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