Cerca
L'INTERVISTA
25 Settembre 2014
Miro Sbraglia
Un avvio di campionato strepitoso per la Lepanto Marino, che ha
confermato le impressioni che tutti gli addetti ai lavori avevano avuto durante
l’estate. La società di Stefano Bianchi e Massimo Gargano
dopo tre partite di campionato è a punteggio pieno e condivide la
leadership, come tutti si aspettavano, con il Città
di Ciampino. Tra gli artefici di questi primi successi c’è
sicuramente Miro Sbraglia, che fin dai primi giorni di ritiro ha preso
in mano le redini del centrocampo e comandato il gioco della formazione di
mister Santececca. In questa intervista l’esperto giocatore
ci racconta questo buon inizio di campionato e la facilità
riscontrata nell’ambientarsi in una società
ottimamente gestita come la Lepanto Marino.
Miro, tre partite e altrettante vittorie in questo ottimo
avvio di stagione, anche se con Vjs Velletri è stata più
complicata del previsto.
Siamo partiti molto bene, riuscendo a fare bottino pieno e ad
esprimere un buon livello di gioco. Nell’ultima partita
abbiamo avuto qualche difficoltà, anche perché
era il primo campo in erba su cui giocavamo e per noi abituati sul
sintetico non è stato semplice. Oltretutto
affrontavamo una squadra che mette in campo tanto dinamismo e che aveva ben
figurato nelle prime due giornate. Per fortuna sono riuscito a trovare il gol
che ci ha regalato i tre punti, spero di farne altri che possano aiutare la mia
squadra.
Dopo tre giornate in testa ci siete voi e il Città di Ciampino. Pensi che le
vostre rose siano effettivamente superiori alle altre?
Penso di si, almeno questo è
quello che ha detto questo inizio di campionato. Ci sono però
altre due o tre società che sono ben attrezzate e che
potrebbero crearci qualche problema. In ogni caso il campionato di Promozione
non è affatto semplice, perché
tutte le squadre giocano con grande grinta e le difficoltà
le incontreremo in tutte le partite.
Ritieni che per la conquista del campionato saranno decisivi
gli scontri diretti o la continuità farà la
differenza?
Penso che sarà importante tenere sempre alto il
livello del nostro gioco, perché uno scontro diretto si può
anche perdere, ma alla lunga sono le partite con le cosiddette “piccole”
che faranno la differenza. Noi doppiamo affrontare ogni gara con grande
attenzione e convinzione, senza pensare ai punti in classifica e soprattutto
senza mai sottovalutare l’avversario di turno.
Sulla vostra panchina c’è un vero e proprio maestro di calcio come Santececca. Com’è lavorare con lui?
Avevo conosciuto il mister quando ero molto piccolo e giocavo
nelle giovanili della Lazio. Nella mia carriera ho lavorato con moltissimi
allenatori e posso dire con sicurezza che lui è
uno dei migliori, per la preparazione tattica e per la conoscenza che ha
del calcio. In tutti gli allenamenti cura la tattica in maniera minuziosa e
questo ci permette di esprimere un gioco di squadra di alto livello durante le
partite.
Pensi che il fatto di aver trovato un gruppo in cui tutti già si conoscevano abbia
facilitato questo lavoro?
Sicuramente partire da una base già consolidata aiuta. Oltretutto ho trovato un
gruppo fantastico che ha permesso a me e agli altri nuovi, come Luca Marongiu,
di integrarsi immediatamente. Inoltre nella società ci sono delle persone fantastiche come i presidenti
Bianchi e Gargano, il ds Rocconi, che mi hanno trasmesso fin da subito grande
umanità,
facendomi sentire subito a casa. Alla Lepanto Marino c’è la voglia di creare un progetto importate e
soprattutto serio. Con queste basi penso che ci siano i presupposti per
disputare un grande campionato.
EDICOLA DIGITALE
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni