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l'intervista
02 Luglio 2015
I presidenti Bianchi e Gargano
(Continua dalla puntata precedente)
Una squadra
che nei periodi cruciali non
è riuscita a tirare fuori il carattere,
come continua a sottolineare
Stefano Bianchi: “Purtroppo
nel momento decisivo la
squadra si è dimostrata poco
maschia ed infatti nessuno, salvo
pochi che si contano sulle
dita di una mano, ha avuto gli
attributi e il coraggio di prendersi
le proprie responsabilità.
Parliamo comunque di una rosa
di altissimo livello, a cui è mancata
solamente una punta in più capace
di fare tanti gol, e che potesse sostituire Virli, che comunque ha deluso. Questo è
l’unico appunto che posso fare
al nostro direttore sportivo, Livio
Rocconi: non aver preso a
dicembre un altro centravanti.
Avessi avuto in squadra un profilo
come Petrangeli, sicuramente
avrei vinto il campionato.
Probabilmente un altro
problema è stato non avere un
ricambio adeguato ad un giovane
di lega come Mastrandrea,
che quando è venuto a mancare
non aveva un sostituto all’altezza.
Di conseguenza in situazioni
di emergenza bisognava cambiare
qualcosa, magari rinunciando
a giocatori di qualità davanti,
come Capolei o Bianchi,
oppure rinunciare a Diego Di
Giosia in porta. Il problema è
stato che Di Giosia, che considero
uno dei portieri più forti in
circolazione, quando non giocava,
non dava sicuramente una
mano alla squadra, anzi si comportava
in un modo che rischiava
di spaccare lo spogliatoio.
Infatti, ripeto, non sono arrabbiato
con i giocatori sotto il profilo
tecnico, ma sotto quello
umano. É per questo che ho deciso
di tagliare drasticamente i
rapporti con la stragrande maggioranza
di quel gruppo. Soprattutto
se consideriamo che
io e Gargano non abbiamo mai
fatto mancare nulla a questi ragazzi,
che purtroppo non si
sono dimostrati uomini. Hanno
dimostrato che Vulpiani e Carletti,
ad inizio anno, avevano ragione
a non voler puntare più su
di loro. Poi nel calcio ci può stare
un po’ di sfortuna, ma questa
può essere una scusa per qualche
partita, non per tutto il girone
di ritorno. É per questa grande
delusione che ho deciso di
prendermi un po’ di tempo prima
di rilasciare interviste”. Il
numero uno del club continua
affrontando il delicato tema Camillo,
un allenatore che ha preso
in mano la squadra nelle ultime
sette partite di campionato,
ma con cui non è mai scoccato
l’amore: “Ho letto dichiarazioni
di Camillo che giustifica il fallimento
con la scusa di aver avuto
una squadra costruita male,
ma sono stupidaggini. Perché
alla Lepanto, per qualità, sarebbe
andato stretto anche il terzo
posto. Lui non si è voluto prendere
le proprie responsabilità,
anche perché al suo arrivo la
squadra era terza e con lui ha
chiuso quarta. Anche perché se
tu, allenatore, pensi che la squadra
sia costruita male, non decidi
di prenderti questa responsabilità.
Purtroppo in quel
momento non c’era grande scelta
e inoltre Camillo conosceva
la stragrande maggioranza del
gruppo. Nella seconda parte di
stagione mi sono sentito umiliato
da giocatori che in campo
non hanno messo l’impegno necessario,
perdendo partite contro
squadre decisamente di livello
inferiore rispetto alla
nostra”.
Futuro e mercato Passata la
delusione per la scorsa stagione,
è tornata la voglia di ripartire,
senza però fare proclami:
“Vogliamo andare avanti senza
accendere, come lo scorso
anno, troppi riflettori sulla società.
Abbiamo deciso di puntare
su un allenatore come Diego
Leone che ha grande voglia di
rivalsa, dopo alcune stagioni
vissute in situazioni di enorme
difficoltà. Con lo stesso criterio
sto cercando i giocatori ed è
questo il principio su cui baso i
colloqui che sto facendo. Voglio
calciatori che abbiano voglia di
fare bene, di dare il centro per
cento per questa squadra e per
l’obiettivo che vogliamo raggiungere.
Non voglio persone
che vengano solamente perché
la Lepanto è una società seria
e puntuale in ogni suo aspetto”.
Non solo prima squadra,
ma anche un maggiore interesse
verso il vivaio: “Abbiamo
leggermente ridotto il budget
della Promozione, per riversare
maggior impegno economico
sul settore giovanile. Marino
è un paese che, soprattutto in
questo momento in cui sono
accadute cose poco piacevoli a
livello politico, ha bisogno di affermarsi
e riversare la propria
passione nel calcio. Vogliamo
essere una delle certezze del
posto e magari riuscire a costruire
qualcosa di importante
anche sotto l’aspetto sociale e
di aggregazione. Io e Massimo
Gargano vogliamo aumentare
il numero dei bambini della nostra
scuola calcio e migliorare
le squadre del settore giovanile.
Ad esempio posso dirvi che
stiamo allestendo un gruppo
juniores molto interessante
per provare il salto di categoria,
che sarà affidato alla guida
tecnica di Livio Rocconi”. C’è
l’intenzione di caricare di meno
pressioni il tecnico Diego Leone
e il gruppo: “Al mister, a differenza
dello scorso anno, non
ho imposto un obiettivo, anche
perché sto cercando di vivere il
tutto con maggiore tranquillità.
Non nego che al termine della
passata stagione ho pensato di
mollare tutto, perché la delusione
è stata veramente molto
forte. Poi però mi sono reso
conto che dietro alla mia figura
c’è un mondo, persone che
hanno bisogno che la Lepanto
Marino continui a viaggiare su
determinati livelli. Tutto questo
comunque non vuol dire
costruire una prima squadra
debole, anche perché non sono
capace di allestire formazioni di
basso livello. Ho chiesto all’allenatore
di farmi divertire e farmi
tornare il sorriso. Abbiamo
cambiato praticamente tutti.
Del vecchio gruppo è rimasto
Marongiu, per l’affetto che mi
ha dimostrato e per la grinta
che ha sempre messo in campo,
oltre alla persona magnifica
che ha dimostrato di essere; è
rimasto Claudio Bianchi, che
sarebbe voluto andare via, ma
che il ds Livio Rocconi è riuscito
a convincere; Capolei perché
siamo convinti che abbia molto
da dare e che non sia riuscito
ad esprimere le sue qualità. Rimarrà
anche Mastrandrea, che
non sarà più in età di lega, ma
che costituisce un investimento
importante della società. Ovviamente
è stata confermata la
maggior parte degli under che
avevamo in rosa, con Diego Leone
che deciderà su quali puntare.
La rosa che sta nascendo è
molto interessante, soprattutto
per quelle caratteristiche che
stiamo cercando. Voglio ragazzi
che alla fine del mese mi riescano
a guardare negli occhi, perché
nella seconda parte della
passata stagione ho notato che
i giocatori non avevano più il coraggio
di farlo. Purtroppo la dignità,
che ritengo uno dei valori
più importanti per un uomo, è
venuta a mancare in molte persone.
Ed è per questo motivo
che non voglio più avere nulla
a che fare con quei giocatori. Il
futuro sarà basato su calciatori
che negli ultimi anni hanno
vissuto situazioni non proprio
positive. Giocatori che, senza
fare nomi, hanno dato tutto per
alcune società e non sono stati
trattati con il giusto riguardo.
Voglio prima di tutto uomini che
indossino la maglietta con orgoglio
e che rispettino quello che
la società mette loro a disposizione.
Giocatori che si guadagnino
sul campo tutto quello
che gli diamo. Perché lo scorso
anno elargivo grandi rimborsi,
pagati sempre con puntualità,
e questa serietà non è stata minimamente
ripagata”. Il ds Livio
Rocconi si è mosso con anticipo
e ha già l’accordo con diversi
atleti: “Da Lariano dovrebbero
arrivare Davato, Vartolo e Pompili
- conferma Bianchi - mentre
dal Santa Maria delle Mole dovremmo
prendere il portiere
Brugnettini e il ’95 Spalletta.
Infine è praticamente fatta per
l’arrivo di Verdini, che lo scorso
anno aveva iniziato all’Almas,
di Testa, difensore ex Castelnuovese,
e di Papili, un giovane
classe ’97. Ora continueremo a
sondare il mercato alla ricerca
di un attaccante capace di assicurarci
un cospicuo numero di
reti, nonché di un portiere in età
di lega che ci possa permettere
in determinate partite di schierare
un calciatore di esperienza
in più in mezzo al campo. Per
quanto riguarda l’attaccante, il
mister Leone ha fatto due - tre
nomi su cui stiamo lavorando e
in base ai quali faremo la nostra
scelta”.
Risolti i problemi con il
Comune Erano girate voci su
alcune difficoltà a trovare un
accordo sull’impianto, che sono
state superate: “Abbiamo avuto
qualche problema sul rinnovo
dell’affidamento temporaneo
del Fiore. Ora il Comune ha
bandito una pre gara a cui noi
abbiamo risposto e nel frattempo
sta preparando la gara per
l’affidamento dello stadio. Nel
frattempo però, essendo noi la
società più importante di Marino,
continueremo a giocare al
Fiore, quindi non ci saranno altri
problemi”. La Lepanto Marino,
dunque, è pronta a ripartire,
con un nuovo tecnico, una rosa
rinnovata e le stesse ambizioni:
una squadra che, prima di tutto,
dovrà riconquistare l’amore e la
fiducia del proprio presidente,
mettendo in campo sudore e determinazione.
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