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la vicenda
08 Ottobre 2015
Giampaolo Petrosino
Negli ultimi giorni si è accesa una discussione a
Grottaferrata, protagonisti il Presidente della Vivace, Giampaolo Petrosino, e
l’amministrazione comunale: tema della vicenda i lavori da condurre sullo
Stadio Comunale, necessari per l’omologazione dello stesso, interventi che
sarebbero dovuti essere a carico del comune il quale però indietreggia
ritenendo che debba essere la società biancorossa ad accollarsi le spese.
E la Vivace rischia quindi di non avere
più uno stadio su cui giocare. E’ un
Petrosino sicuramente amareggiato per la situazione creatasi quello che ci racconta
tutti gli sviluppi di questa spinosa vicenda.
Presidente, entrando del dettaglio, di che entità sono gli interventi da
effettuare allo stadio?
In sostanza sono per la maggior parte interventi di natura spicciola quali
la sostituzione dei rivestimenti gommosi dei fari e dei pali montanti delle porte,
smontaggio delle staffe ed il rifacimento di alcuni punti della recinzione. A
questi si aggiungo dei lavori un po’ più complessi come la sostituzione del
manto in corrispondenza dell’area di rigore e la rigenerazione del terreno di
gioco.
La società era riuscita ad ottenere una
concessione solo per le prime due giornate del campionato attuale, adesso
scaduto il termine come vi muoverete?
Ieri ci siamo mobilitati: a nostre spese sono stati effettuati gli
interventi che sarebbero dovuti essere a carico del comune, ed a parte la
rigenerazione del terreno di gioco, che prevede tempi più lunghi ma in merito
abbiamo già contattato una società, tutto è ora a posto. Abbiamo quindi inviato
alla Lega la relazione tecnica con allegate le foto degli interventi sostenuti e
ci è stata quindi concessa l’autorizzazione provvisoria in attesa dell'omologazione
del campo: in sostanza per ora si potrà giocare.
Come si spiega l’atteggiamento del
comune in merito a questa vicenda?
Io capisco le difficoltà che hanno la maggior parte dei comuni d'Italia in
questo momento, ma come domani spiegherò nella conferenza stampa che ho indetto,
con questi canoni, tra i più alti se non addirittura i più alti in Italia, non
si può fare calcio, ed inoltre sottolineerò come il comune abbia avuto un
atteggiamento irriguardoso nei confronti di una associazione che cerca di
offrire un servizio sempre migliore alla cittadina. Il certificato di
omologazione è uno dei requisiti essenziali per dare in concessione un campo ad
una società: ad agosto è stata stipulata la convenzione ed il comune sapeva
delle prescrizioni pendenti, si era preso a carico questi interventi. In
seguito però l’amministrazione ha deciso che i lavori sarebbero dovuti essere a
carico nostro, ma al momento della firma della convenzione si era stabilito il
contrario.
In seguito alle sue dichiarazioni il
comune si è fatto sentire in merito?
Tutto tace. Sia ben chiaro, la nostra non è una dimostrazione di tipo
politico, anzi vogliamo ringraziare tutti i movimenti politici di Grottaferrata.
Ma da parte dell’amministrazione nessuna telefonata.
Presidente, cosa chiede concretamente all’amministrazione
comunale?
Noi abbiamo fatto tutto quello che era dovuto. Sapevamo di trovare indifferenza,
mi auguro che alla fine prevalga il buon senso e si riconoscano alla Vivace, a
scomputo dei canoni, le spese che ha sostenuto per questi interventi.
Facendo tutti gli scongiuri del caso, ci
sono delle seriepossibilità che la Vivace abbandoni Grottaferrata?
In assenza di certificazione e non sapendo come si evolverà la vicenda mi
sono ovviamente guardato intorno, e ho avuto la disponibilità da parte di
qualche comune limitrofo. La nostra intenzione comunque non è assolutamente
quella di spostare la Vivace, poiché è storia integrante di Grottaferrata. Ma è
chiaro che se gli impianti comunali venissero meno dovremmo trovare un'altra
sistemazione. Sono comunque fiducioso, poiché con gli interventi fatti almeno
una parte del problema è stato risolta, anche se non era terreno nostro.
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