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l'analisi
10 Novembre 2015
Rimborsi non onorati, presidenti che si
fanno da parte come nel recentissimo caso della Vjs Velletri in
quanto non più in grado di portare avanti gli impegni presi, fino
all'evento più amaro, quello della scorsa settimana: un club di
Promozione (non di Seconda Categoria...), l'Atletico Formia, nato dalle ceneri del Campodimele, che si
ritira dopo appena sette giornate di campionato. Una situazione
paradossale, che peraltro inficia la regolarità del torneo e che ha
cambiato radicalmente la graduatoria del girone D. Una casistica che
si presenta sempre più spesso, a causa anche del momento non facile
per il paese, specialmente in uno sport in cui il ritorno economico è
praticamente nullo. Eppure una soluzione andrebbe trovata: già
dobbiamo fare i conti con squadre che a dicembre smobilitano, o che
raggiunta la quota salvezza si tramutano in sparring partner di
avversarie ancora in corsa per qualche obiettivo. Ancora una volta
basterebbe poco: sarebbe fondamentale a inizio stagione pretendere da
ciascun club iscritto una fidejussione che garantisca almeno la
copertura economica delle spese minime (trasferte, manutenzione campo
di gioco, tesseramenti, utenze varie) che garantiscano di arrivare in
fondo alla stagione (impossibile garantire i rimborsi, vista
l'assoluta assenza di tutela per i calciatori, ma d'altronde siamo, o
dovremmo essere, dilettanti). Al posto dell'Atletico Formia ci poteva
essere un altro club di Prima Categoria, che magari avrebbe potuto
onorare l'impegno fino in fondo che invece è rimasto fuori.
Altrimenti sarebbe meglio ridurre le squadre dei campionati
dilettantistici che evitare queste farse: ma questo toglierebbe
l'introito delle iscrizioni (bontà loro, volendo si possono
sfruttare le tre comode rate), e questo sì che sarebbe davvero
intollerabile...
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