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L'Intervista

Filippo Franchi: “Borgo Palidoro, una scelta di visione. Ora vogliamo restare lassù”

L'esterno racconta la decisione di restare in Promozione, l’avvio sorprendente del Borgo Palidoro e le chiavi per gestire la corsa al vertice

12 Dicembre 2025

Filippo Franchi: “Borgo Palidoro, una scelta di visione. Ora vogliamo restare lassù”

Filippo Franchi in azione contro il Tarquinia (Foto ©Cardini)

Filippo Franchi è uno dei volti simbolo del Borgo Palidoro capolista. In un campionato che sta assumendo contorni sempre più competitivi, il suo rendimento rappresenta un fattore chiave nella corsa al vertice. Dopo l’esperienza con il Salaria, Franchi ha scelto di restare in categoria puntando su un progetto che unisce ambizione, visione e identità condivisa con società e staff tecnico. L'esterno ripercorre i motivi della sua scelta, analizza l’avvio di stagione del Borgo Palidoro e individua gli aspetti che potranno fare la differenza nella gestione del campionato fino al finale.

Sei rimasto in Promozione e continui a fare la differenza. Qualcuno direbbe che sei “sprecato” in questo campionato: cosa ti ha portato a scegliere il Borgo dopo la conferma con il Salaria? "Era normale aspettarsi una mia conferma al Salaria, ma nella scelta sono entrate anche motivazioni extra-calcistiche. Ci sono state tante chiacchierate e confronti sui progetti futuri e ho trovato una visione comune con il direttore e con Schiavi. Li ringrazio perché hanno creduto in me: sto cercando di ripagare questa fiducia con le prestazioni e, come l’anno scorso, il mio obiettivo è provare a vincere con il Borgo, portando a termine un progetto in cui credo molto".

Siete primi in classifica ed esprimete un grande calcio: cosa c’è di più “inaspettato”? "La classifica ci sorride e non è scontato: in Italia poche squadre hanno una serie di risultati come la nostra ma allo stesso tempo un vantaggio così risicato sul primo posto. Va fatto un grande complimento anche alla Cimina, che sta facendo qualcosa di fantastico. Se guardiamo a noi, l’aspetto più inaspettato è che l’ossatura della scorsa stagione è rimasta, pur non aveva vissuto un’annata semplice e non eravamo tra i favoriti, quindi, ad inizio anno. Già questo rende il percorso sorprendente, così come il modo in cui approcciamo e vinciamo le partite, mettendo in campo intensità fisica e qualità tecnica". 

Sembra ormai una corsa a due: ti aspettavi una Cimina così forte? Qualcuno può rientrare? "Onestamente no, un distacco così ampio era difficile da immaginare. Non pensavo che fossimo noi due a creare questo scenario. Però i campionati sono lunghi, soprattutto ora che si entra in una fase intensa: in due settimane si giocheranno sei partite e bastano due risultati sbagliati per riaprire tutto. Lo abbiamo già visto in passato, sia con il Salaria che è riuscito a fare una grande rimonta, ma anche in senso opposto col Santa Marinella che ha dilapidato un +11 sulla seconda: nulla è scontato". 

Cosa sarà decisivo da qui alla fine? "Sarà fondamentale la gestione dei momenti, soprattutto quelli meno semplici. Non potremo indirizzare sempre le partite come fatto finora. Serviranno lucidità e continuità di prestazioni. Dovremo essere tutti uniti: chi ha giocato al posto di altri ha sempre fatto bene e chi è subentrato ha dato risposte importanti. Lo dicono i numeri: siamo una squadra ben allenata e fiduciosa. L’obiettivo è restare in alto e lottare fino alla fine"

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