Cerca

L'Intervista

Malatesti: Real Campagnano senza limiti, parla il portiere

Michele Maltesti racconta la crescita nel Real Campagnano: ambizioni, lavoro con il preparatore, la gara simbolo e le sfide dopo la sosta

02 Gennaio 2026

Michele Malatesti

Michele Malatesti, portiere del Real Campagnano (Foto ©Facebook Real Campagnano/Di Francesco

La classifica racconta un Real Campagnano che non si limita a vivere l’impatto con la categoria: da neopromossa, la squadra sta costruendo un percorso credibile e continuo, rimanendo agganciata alle posizioni che contano. Dentro questo cammino c’è anche la crescita di Michele Malatesti, portiere che sta trovando spazio e responsabilità, trasformando lavoro e fiducia in prestazioni solide. Tra esperienze precedenti, obiettivi personali e due sfide ravvicinate al rientro dalla sosta, Maltesti ci racconta come sta nascendo un’identità fatta di ambizione e concretezza.

Nonostante siate una neopromossa vi trovate in corsa per un piazzamento importante: vi aspettavate una stagione così?

"Essendo una neopromossa, l’obiettivo iniziale era chiaramente la salvezza. Tuttavia, vedendo la qualità del gruppo e i risultati che stiamo ottenendo, abbiamo deciso di alzare l’asticella. Ora vogliamo puntare al più alto traguardo possibile, senza limiti. La squadra sta dimostrando di meritare questa posizione e lavoriamo ogni giorno per mantenerla".

Dopo l’esperienza con la Romulea ti stai ritagliando un ampio spazio con il Real: quali sono i tuoi margini di crescita e a cosa aspiri?

"Il percorso di crescita è stato fondamentale. Le esperienze con la Romulea e Monterosi mi hanno dato le basi, ma è stato il periodo alla Vigor Perconti a farmi compiere il vero salto nel calcio dei grandi. Qui al Real Campagnano, grazie all’ottimo lavoro fatto con il preparatore Antonio Piccoli, e alla fiducia dei compagni e dello staff, posso esprimermi al massimo. Con il preparatore dei portieri stiamo lavorando intensamente su un aspetto specifico: la lettura avanzata della partita e delle situazioni di gara, per anticipare le azioni ed essere sempre un passo avanti. Il mio obiettivo è chiaro: diventare un punto di riferimento solido per la squadra e garantire stabilità e sicurezza all’intero reparto difensivo".

C’è una parata che ricordi in particolare questa stagione? Hai un modello di riferimento per il tuo ruolo?

"In realtà non penso a una singola parata, ma a un’intera prestazione: quella contro l’Urbetevere. Quella partita è stata più di una buona gara; l’ho sentita come il vero punto di partenza di un percorso tecnico e mentale che sto costruendo passo dopo passo con il mio preparatore. È lì che abbiamo visto concretizzarsi il lavoro di mesi: ogni uscita, ogni riflesso, ogni scelta sembravano il frutto di un dialogo silenzioso tra preparazione e istinto. A rendere quel pomeriggio indimenticabile, però, non c’era solo la soddisfazione sportiva. Sugli spalti c’era anche il mio primo mister della scuola ‘Passione portiere’, che ho frequentato da bambino. Vedere lì chi mi ha trasmesso l’amore per questo ruolo così speciale… è stato come chiudere un cerchio e, allo stesso tempo, aprirne uno nuovo. Molti, quando mi allenavo in Serie C con il Monterosi, mi chiamavano ‘il piccolo Courtois’. All’epoca mi faceva sorridere, forse anche emozionare. Oggi, mentre lavoro per costruire la mia versione di portiere, quell’appellativo non mi dispiace: mi suona come un augurio da onorare con l’impegno di ogni giorno".

Al rientro dalla sosta avrete Atletico Capranica e Nuova Pescia Romana in rapida successione: che partite ti aspetti?

"Mi aspetto due partite molto diverse, ma ugualmente stimolanti. Affronteremo l’Atletico Capranica in trasferta e, proprio per la posizione che occupa in classifica, so che sarà un match ostico e decisivo. Dovremo scendere in campo con la massima concentrazione e rispetto, per evitare brutte sorprese e raccogliere un risultato importante. Con la Nuova Pescia Romana abbiamo già avuto un assaggio in coppa: è una squadra solida, che sa cosa vuole e non è assolutamente da sottovalutare. Quell’esperienza ci sarà utile per prepararci al meglio. So che sarà un’altra battaglia, ma siamo pronti ad affrontarla con la giusta mentalità.In queste due partite vedremo i frutti del lavoro fatto durante la sosta. L’obiettivo è uno solo: portare a casa il massimo". 

La maturità di Malatesti sta tutta in un equilibrio raro: l’ambizione di chi vuole spingersi oltre e la lucidità di chi sa che ogni passo nasce dal lavoro quotidiano. Il Real Campagnano, intanto, continua a costruire la propria identità senza farsi schiacciare dal peso della classifica: salvezza come base, ma con la consapevolezza che il gruppo ha qualità e carattere per puntare più in alto. Il rientro dalla sosta, con due gare ravvicinate, dirà molto. E in un campionato dove ogni dettaglio può fare la differenza, avere un portiere che ragiona da leader può diventare un asset decisivo.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Gazzetta Regionale

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alle nostre newsletter

EDICOLA DIGITALE

Dalle altre sezioni

Dalle altre sezioni