In cinque giorni avete battuto la prima e la seconda in classifica: come nasce un simile exploit?
"Credo che questa squadra sia assolutamente in grado di competere con formazioni attrezzate e forti come Città di Fiano e LUISS. È chiaro che non è mai facile giocare e vincere una partita, indipendentemente dall’avversario, ma queste sono gare in cui le motivazioni si trovano quasi da sole.

Con questi risultati abbiamo dimostrato di essere una squadra che può avere un ruolo importante nel girone di ritorno. Personalmente, ti dico che sono rimasto più sorpreso dalle tre sconfitte consecutive arrivate dopo cinque vittorie di fila che non da queste due vittorie. Questo perché il vero limite della squadra, fino a oggi, è stata la poca esperienza.
Siamo un gruppo molto giovane: nessun giocatore supera i 30 anni, fatta eccezione per l’ultimo acquisto arrivato nella recente finestra di mercato. In alcune partite abbiamo pagato proprio questo aspetto, sbagliando la lettura dei momenti della gara. Per questo siamo contenti di esserci rialzati dopo un periodo negativo, e di averlo fatto contro la prima e la seconda della classe. Ora però dobbiamo restare con i piedi per terra e continuare su questa strada: la squadra ha i mezzi per farlo, ma per puntare a obiettivi importanti serve che tutti remino nella stessa direzione, dando ogni domenica anche più del 100%."
Come ha cambiato e migliorato il tuo gioco l’arrivo di D’Amico?"L’arrivo del mister mi ha sorpreso in maniera estremamente positiva. Nonostante i miei 26 anni, ho una discreta esperienza nei campionati dilettantistici laziali e so bene che cambiare allenatore in corsa non è mai semplice, soprattutto quando il precedente tecnico aveva portato con sé un blocco di calciatori molto legati alla sua figura. In quel processo, infatti, abbiamo perso anche 3-4 giocatori importanti.
All’inizio non conoscevo il mister: non aveva mai allenato prime squadre e non sapevo cosa aspettarmi. Mi sono messo subito a disposizione, anche perché sono il più “vecchio” della rosa e questo è il mio quinto anno a San Cesareo. Colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente: non sono mai stato un giocatore abituato a giocare poco e l’inizio di stagione, a livello personale, è stato complicato. Venivo da due infortuni importanti e il modulo del precedente allenatore non mi valorizzava.
Avevo anche parlato con altre società per cercare nuovi stimoli, dopo tanti anni qui fatti di vittorie e campionati importanti. Con l’arrivo di D’Amico, però, mi è stato subito chiarito che per lui avevo un ruolo centrale nel progetto. Mi è stata affidata la fascia da capitano, ho giocato tutte le partite 90 minuti dal suo arrivo e sono tornate anche le soddisfazioni personali: ad oggi conto 14 assist e 5 gol.
Gran parte di questo percorso è merito del mister: fin da subito si è vista la sua voglia e passione, è sempre disponibile e sta cercando di coinvolgere anche quei giocatori che prima avevano meno spazio. Siamo felici di poter ripagare il suo lavoro con le vittorie"
Sei uno dei calciatori con più esperienza del gruppo: che sensazioni hai rispetto alle stagioni passate?
"Come dicevo, insieme al portiere Gianluca Sabelli sono il più “anziano” della rosa. Cerco di portare la mia esperienza soprattutto ai più giovani, anche perché quest’anno è tornata la regola degli under. Ho vinto un campionato, una coppa e in questa categoria ho disputato due playoff da under, quindi conosco bene le emozioni che stanno dietro a determinati traguardi.
Cerco di trasmettere al gruppo l’importanza di sfruttare queste stagioni, perché annate così non capitano spesso: qualcuno smetterà, qualcuno cambierà categoria, altri magari giocheranno per squadre con obiettivi meno ambiziosi. Prima di ogni partita, quando ci riuniamo in cerchio, ricordo sempre che dobbiamo farlo per noi stessi, perché queste sono esperienze che restano nella vita calcistica e personale.
Sappiamo di aver speso meno rispetto a tante altre squadre del girone e di avere magari meno “nomi”, ma abbiamo dimostrato di avere forza, identità e carte in regola per ambire ai primi tre posti, che si raggiungono solo con lavoro, umiltà e unità. Le sensazioni sono molto positive: sono orgoglioso di questo gruppo e dei giocatori più esperti come Davide Berardi, Jacopo Romano e Francesco Nardi, che stanno dando un contributo fondamentale. Speriamo di continuare così e toglierci altre soddisfazioni".

