l'intervista

Real Tirreno, Bianco: "I miei 16 gol, la salvezza e il mito Paolo Testa"

L'attaccante biancoverde, vice-capocannoniere del girone, si racconta tra il legame col Tor di Quinto e la folle sfida da "calciotto" con l'ASA

Un’anima da dilettanti, ma con il cuore di chi il calcio lo vive come una missione di famiglia. Emanuele Bianco, punto di riferimento offensivo del Real Tirreno — fin qui autore di 16 gol e secondo miglior marcatore di tutto il campionato — si racconta a cuore aperto dopo le recenti emozioni stagionali. Dalla follia del 6-5 contro l'ASA al ricordo indelebile di Paolo Testa, il bomber biancoverde traccia la rotta per una salvezza che, per questo gruppo di amici, varrebbe quanto un trofeo.

"Non siamo la Cenerentola del girone"

L'unione fa la forza "Cerco sempre di dare il massimo, ma in questo sport non si vince mai da soli: abbiamo bisogno di tutti. Senza un compagno pronto a correre un metro in più per aprirmi gli spazi, non riuscirei mai a ottenere certi risultati. Il nostro è un gruppo nuovo, ma l’ossatura è composta da amici storici. C’è un feeling che va oltre il campo; la nostra squadra è formata da persone che non prendono rimborsi, stiamo insieme per il gusto di divertirci. Certo, quando fischia l’arbitro la competizione subentra sempre. Magari ci manca un po’ di esperienza, ma la stiamo acquisendo giocando. L’obiettivo è la salvezza e aiutare i giovani a crescere. Io? Purtroppo per me aumenta solo l’età! (ride ndr)".

La follia del 6-5 e il ricordo di Paolo Testa "La partita con l'ASA sembrava una sfida di calciotto, non potevo crederci. Eravamo sotto 2-0, poi siamo andati sopra 5-2, ci hanno ripreso sul 5-5 all'ultimo minuto e infine è arrivato il 6-5 finale. Per chi guardava da fuori è stata una partita bellissima, ma per noi dentro il campo è stata un’angoscia pura, una cosa mai vista.

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Domenica abbiamo affrontato il Poggio Mirteto ed è stato un piacere immenso ritrovare un ex compagno come Marcelli, con cui ho condiviso ricordi indelebili. Mi piacerebbe organizzare una cena con quel gruppo del Tor di Quinto: arrivai a gennaio a metà stagione e mi accolsero come in una famiglia. Nonostante fossimo dilettanti, si respirava un'aria da professionisti. Un ricordo in particolare è su Paolo Testa: era un gestore incredibile. Aveva un rapporto con noi che andava oltre quello tecnico-giocatore, era come un fratello maggiore. Sapeva scherzare, ma quando c’era da rigare dritto non si discuteva. Una cosa che non dimenticherò? Non perdeva mai a calcio-tennis. Era fortissimo, faceva le squadre prima dell'allenamento e vinceva sempre."

Verso la salvezza: "Ce la giocheremo con tutti" "All'inizio abbiamo sofferto il cambio di categoria e l'inserimento degli Under, che in queste serie fanno la differenza nel bene e nel male. Ora però il gruppo è unito, i reparti funzionano meglio e capiamo al volo come e dove il compagno vuole la palla. Il calendario ora ci mette di fronte alle grandi, ma noi siamo pronti.

Non guardo la classifica, ragiono domenica dopo domenica. Mi piace giocare e le sfide difficili mi stimolano. Credo fermamente che non meriteremmo la retrocessione, anche per il rispetto che ci hanno dimostrato gli avversari: tutti ci davano per 'Cenerentola', invece ci siamo tolti belle soddisfazioni. La classifica è corta: con due vittorie sei in alto, con due sconfitte sei terzultimo. Viviamo la settimana con serenità e la domenica con adrenalina positiva. Una cosa è certa: con noi ci si diverte, raramente finisce 0-0. Domenica gli episodi sono andati tutti in favore del Poggio Mirteto, ma vogliamo riscattarci subito contro il Villa Adriana."

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