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13 Febbraio 2026
Alessio Corrias, bandiera del Borgo Palidoro (Foto ©Cardini)
Ci sono momenti nel calcio in cui il pallone pesa più del dovuto. Momenti in cui su quegli undici metri non c’è solo la pressione di una partita, ma il riflesso di un intero quadriennio fatto di sudore, polvere e sogni chiusi nel cassetto. Quando Alessio Corrias, attaccante classe 1996, ha posizionato la sfera sul dischetto nell'ultimo turno di campionato, non stava solo cercando un gol: stava scrivendo il capitolo più prezioso di una storia iniziata quattro anni fa.
Alessio non è un comprimario qualunque. È la memoria storica del Borgo Palidoro. Arrivato in un periodo in cui la priorità era guardarsi le spalle e mantenere la categoria a denti stretti, ha vissuto sulla propria pelle la metamorfosi di una società che ha imparato a sognare in grande.
Ha vissuto l'amarezza di quella semifinale di Coppa sfumata proprio ai rigori — un destino beffardo che oggi sembra avergli restituito il debito con gli interessi. Dalle stagioni da trascinatore assoluto (come i 14 sigilli del 2023-24) a un presente diverso, fatto di una concorrenza agguerrita e meno minutaggio, Corrias non ha mai cambiato atteggiamento.
In questa stagione i numeri dicono che lo spazio è stato meno frequente, ma la gerarchia del cuore non segue il cronometro. Con una media di un gol ogni 133 minuti giocati, Alessio ha dimostrato che la qualità non ha bisogno di quantità. E così, quando il destino ha bussato alla porta del Borgo Palidoro per chiedere chi volesse prendersi la responsabilità del colpo del KO, il "fedelissimo" si è fatto trovare pronto.
La storia di Corrias è l'elogio della resilienza. In un calcio che dimentica in fretta, lui resta il punto fermo. Non importa se le presenze da titolare sono diminuite; conta esserci quando la palla brucia, quando un intero paese trattiene il respiro.
Il Borgo Palidoro ora vede il traguardo. E se questa volata verso la categoria superiore dovesse concludersi con il trionfo, quel calcio di rigore di Alessio Corrias non sarà ricordato solo come il punto del +9, ma come il sigillo definitivo di un uomo che ha scelto di restare quando c'era da soffrire e che ora merita di prendersi la gloria.
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