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giustizia
25 Febbraio 2026
Belmonte Castello - Città di Ceprano verrà rigiocata dall'inizio (Foto ©ASD Belmonte Castello)
Dopo il ricorso da parte del Belmonte Castello sulla sfida interna giocata contro il Città di Ceprano e che era stata interrotta dall'arbitro al termine del primo tempo, il giudice sportivo si è pronunciato, emanando il verdetto di ripetizione della gara. La sfida era stata interrotta anticipatamente perché, a detta del direttore di gara, non sussistevano più le condizioni per poterla dirigere. Analizzando il dispositivo emanato nella giornata di oggi emerge quanto segue.
Al termine del primo tempo, dopo la segnatura di una rete da parte del Ceprano in pieno recupero, si scatenava una fase di forte tensione. Secondo il referto arbitrale, il Direttore di gara veniva accerchiato da dirigenti e tesserati del Belmonte Castello che protestavano con veemenza. In tale frangente, l'Arbitro provvedeva all'espulsione del dirigente accompagnatore, dell'allenatore e del capitano (per doppia ammonizione).
Ritenendo che non vi fossero più le condizioni di sicurezza per proseguire e lamentando una mancanza di collaborazione, l'Arbitro decretava la sospensione definitiva della gara con il triplice fischio, temendo per la propria incolumità.
Belmonte Castello: Ha presentato ricorso sostenendo un errore tecnico dell'arbitro. Secondo la società, l'incolumità del direttore di gara non è mai stata realmente a rischio e l'arbitro non avrebbe rispettato la Regola 5, che impone di tentare ogni mediazione (incluso l'appello al vice-capitano) prima di sospendere una partita.
Città di Ceprano: Ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, sostenendo che la decisione di sospendere la gara sia una scelta disciplinare esclusiva dell'arbitro, basata sulla percezione del clima di ostilità e sulla mancata collaborazione dei tesserati avversari.
Dall'esame degli atti ufficiali e dei supplementi di referto, il Giudice Sportivo ha rilevato diverse criticità nella gestione dell'evento:
Assenza di pericolo reale: Nonostante il clima di tensione e le offese verbali, non sono stati riportati atti di violenza fisica o tentativi concreti di aggressione che giustificassero il timore per l'incolumità.
Mancato supporto della Terna: È emersa una gestione confusa da parte degli assistenti arbitrali: uno era già diretto verso gli spogliatoi convinto che il tempo fosse scaduto, l'altro era impegnato a osservare una zuffa a distanza, lasciando l'arbitro solo a gestire le proteste.
Violazione delle procedure (Regola 5): Il Giudice ha sottolineato che, una volta espulso il capitano, l'arbitro avrebbe dovuto richiedere l'intervento del vice-capitano per ristabilire l'ordine e far allontanare i soggetti espulsi, prima di optare per la sospensione definitiva.
Il Giudice Sportivo ha ritenuto che non sussistessero le condizioni regolamentari per la sospensione definitiva della gara. La situazione, seppur concitata, poteva essere gestita attraverso l'applicazione corretta dei protocolli previsti dalla "Guida Pratica AIA".
Esito: ordinare la ripetizione della gara di cui in oggetto, dando mandato al Comitato Regionale Lazio per quanto di competenza
Non solo Belmonte Castello - Ceprano nelle decisioni odierne. Il Città Monte San Giovanni Campano è stato multato di 900 euro ed è stato anche diffidato "Perchè propri sostenitori, in campo avverso, in più occasioni nel corso della gara rivolgevano espressioni denigratorie a contenuto sessista nei confronti di un assistente arbitrale"
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