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l'intervista
13 Marzo 2026
Giuseppe Sicignano, ds del Lanuvio Campoleone (Foto ©Favero)
Il Lanuvio Campoleone sta vivendo una stagione intensa nel girone C di Promozione. Con l'obiettivo di comprendere meglio le dinamiche che hanno caratterizzato questo percorso, abbiamo intervistato il direttore sportivo Giuseppe Sicignano, figura di grande esperienza nel panorama calcistico, arrivato a Lanuvio con un importante bagaglio professionale maturato tra i professionisti (Nocerina e Juve Stabia) e stagioni di prestigio in Campania, tra dilettanti e calcio a 5.
Stagione per certi versi complicata con quattro cambi di allenatore...
"Sicuramente abbiamo fatto noi delle scelte sbagliate, intendo come noi società. All'inizio nell'individuare la persona giusta per questo gruppo. Siamo comunque una società neopromossa e anche abbastanza giovane, proprio come struttura societaria, perché io sono arrivato l'anno scorso, la proprietà che ha accompagnato il presidente Petrucetti è arrivata l'anno scorso, quindi c'era poca esperienza proprio del gruppo e nella città di Lanuvio. La promozione mancava da 28 anni quindi sono state fatte un po' di scelte affrettate all'inizio".
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Siete stati comunque molto attivi anche nella ricerca di giocatori. Anche su quel frangente vale la stessa motivazione? Cercare di dare una struttura che, non che non ci fosse, però doveva quantomeno strutturarsi bene...
"Sì, in estate abbiamo dovuto cambiare molto, anche perché sì, è vero che noi abbiamo avuto la Promozione con la vittoria della Coppa, ma comunque in campionato la squadra si era classificata quarta in Prima Categoria. Il cambio di categoria richiedeva comunque di cambiare alcuni elementi, molti elementi. Abbiamo avuto la sfortuna di perdere praticamente subito in Coppa Cicchetti, che per tutto l'anno l'abbiamo perso per infortunio, e poi dopo Pirazzi, che erano i due giocatori più importanti sulla carta in rosa. Quindi poi a dicembre abbiamo dovuto comunque rimodellarla ulteriormente andando a metterci dei tasselli che mancavano come, Marini che era il difensore di esperienza che potesse trascinare la squadra da dietro e poi qualcosina pure avanti è stata fatta con Barbarossa, Suffer a centrocampo e Balestrini".
Avete avuto il merito secondo me di far venire fuori un ragazzo che stava all'Unipomezia, Del Pin. Purtroppo per voi ha avuto un'incidente che lo terrà fuori dai giochi...
"Purtroppo sì, ha avuto un incidente abbastanza serio. Ieri è stato operato perché gli dovevano ridurre delle fratture quindi comunque in questa stagione poco fortunata c'è pure il capitolo con Del Pin che non giocherà più per tutto l'anno e speriamo di rivederlo in campo l'anno prossimo perché ci sono stati momenti in cui è stato un trascinatore. Sommando insieme gol ed assist credo sia il terzo in classifica nel girone C".
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Al netto delle difficoltà siete decimi in classifica che è quella parte in cui si galleggia e bisogna dare le ultime pagaiate per evitare problemi...
"Sì, anche se giocheremo con il Fregene che è la capolista, che ha appena perso (ride, ndr) quindi è ancora più complicato. Ma tanto questa stagione è così, non ci siamo fatti mancare nulla, quindi dobbiamo fare assolutamente questi dieci punti per ottenere la salvezza diretta. Per come eravamo partiti, con questa partenza ad handicap con quattro sconfitte, ottenere una salvezza senza playout è un grandissimo risultato".
Ve l'aspettavate così complicato il campionato oppure no? Perché comunque è un girone molto equilibrato...
"Non saprei fare un paragone con gli altri gironi. Sicuramente sapevamo di avere difficoltà col cambio di categoria. Personalmente l'unica lotta per non retrocedere l'avevo fatta in Serie B, quindi trovarmi a lottare in Promozione è stata una novità per me, ma è stata una novità pure per i presidenti, per tutti. Abbiamo fatto tesoro di questa esperienza e speriamo di poter festeggiare presto la permanenza nella categoria per poi progettare qualcosa magari di più importante l'anno prossimo".
Proprio in quest'ottica, come valuta il ritorno ai tre Under obbligatori?
"Io parto comunque da un'idea che è quella della meritocrazia, quindi un giocatore se merita di giocare lo fa a prescindere dall'età. A Lanuvio noi giochiamo con in pianta stabile fra i titolari 2 2005 e diversi 2006 e 2007. Quindi l'età non deve essere secondo me un limite nell'allestire la rosa. Quello che penso è che secondo me le fasce d'età dovrebbero essere funzionali nel senso che in Eccellenza dovrebbero avere un'età che poi dopo aver maturato esperienza li possa far giocare la Serie D e la Serie C. In Promozione e Prima Categoria dovrebbero essere leggermente più "grandicelli" per non perdere quei ragazzi che non sono riusciti a fare il salto. Di base mi piacerebbe comunque pensare sempre che ci possa essere della meritocrazia e non un dato anagrafico alla base delle scelte degli allenatori".
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