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14 Aprile 2026
Ostiamare, vittoria che conferma la vetta (Foto ©Ostiamare)
Qualsiasi essa sia la meta, durante il percorso vi saranno sempre degli ostacoli. Non importa come, questi vanno sempre e comunque superati, anche quando appaiono più insidiosi del previsto. Per farlo, occorre abilità e tenacia, seppur molto spesso potrebbero non bastare. E allora ci si affida ad altro, a qualcosa di più grande, di incontrollabile. Come si suol dire, la fortuna aiuta gli audaci; ecco, l'Ostiamare lo è da inizio stagione, e il fato ha voluto sdebitarsi. Nella complicata trasferta di Notaresco (da molti definita come ultimo grande ostacolo, ma è tutto da vedere), i lidensi sono riusciti a prendersi 3 punti pesantissimi per la corsa alla Serie C, in un match sporco e, a conti fatti, impensabile da portare a casa. Tuttavia, ci si è messa di mezzo la sorte.
Ne avevamo parlato in conferenza stampa con David D'Antoni: per il gioco che attua l'Ostiamare solitamente, con palla a terra e manovra veloce, un campo come quello del Savini avrebbe potuto compromettere il piano tattico. Di conseguenza, ma questo lo aveva anche fatto trapelare in tecnico venerdì, ci sarebbe stato un cambio nel copione in caso la partita si sarebbe sporcata. Così è stato.
Il primo tempo è a tinte rossoblù, con Arrigoni che di controbalzo dalla distanza spaventa Vertua. L'unica chance degna di nota della prima frazione per i gabbiani parte dalla sinistra: Badje scappa via e sfonda in area, ma la sua palla messa in mezzo viene toccata appena da Marrali in scivolata. Il Notaresco la sblocca da piazzato, precisamente da un corner battuto corto per Pistillo, il quale disegna per la zuccata del sempreverde Infantino, al centro numero 14 della sua stagione. All'intervallo, l'Ostiamare è alle corde. Dopodoché, ci si mette di mezzo la sopracitata fortuna, quando il cross basso di Paudice (lasciato incredibilmente solo sulla destra) viene deviato dall'intervento di Giordani. La palla colpisce la traversa, con tanto di sospiro di sollievo. D'Antoni allora cambia canovaccio: dentro Gueye a fare da boa e la mossa risulta vincente. Il numero 9 ha tempo e spazio per girarsi, per poi chiudere sul primo palo. Nel finale, ecco l'episodio che potrebbe seriamente decidere le sorti di un intero campionato. L'arbitro vede il tocco di braccio da parte di un difensore, dal dischetto però Spinosa si fa ipnotizzare da Boccanera, che non può nulla sulla zampata miracolosa di Greco. Ostia ha vinto.
"Di regno e di ricchezze la Fortuna poté privarmi, non del mio valore" scriveva Accio, drammaturgo romano vissuto tra 170 e l'84 a.c., frase perfetta che illustra al meglio la stagione dell'Ostiamare. Già, perché non sempre la buona sorte ha sorriso alla truppa lidense. Un esempio può essere quanto accaduto a Teramo oppure a Sora. Dunque, non è stato tutto rosa e fiori. L'arma in più dei lidensi è stata la capacità di adattamento in qualsiasi contesto, caratteristica della quale abbiamo parlato nel corso di questa annata. D'altronde l'organico è di quelli importanti, strutturato per palcoscenici di questo tipo. Ciò, però, non significa che tutto questo sia dovuto o comunque scontato. Le grandi squadre si vedono soprattutto dalla costanza, dal sapersi isolare dall'ambiente circostante, oggi più che mai accesissimo. Inoltre, grande apporto l'ha dato chi dalla panchina è stato chiamato in causa, facendosi trovare pronto. Nella seconda parte di percorso, infatti, è emersa questa particolarità, unica nel suo genere. In poche (o nessuna) hanno a disposizione in rosa elementi capaci di spaccare a gare in corso. Una somma di fattori che hanno portato ad un primato preziosissimo arrivati a questo punto. Manca poco ad un traguardo inimmaginabile, bisogna solo completare il lavoro.
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