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presentazione
08 Maggio 2015
Roma vittoriosa al Serilli ©photosportroma.it
Il campionato dei Giovanissimi Fascia B Elite non
poteva che finire così, con la partita che tutti auspicavano, sin dall’inizio
dei giochi. L’ultimo atto stagionale dei classe 2001 vedrà affrontarsi la Lazio
di Fabio Bianchi e la Roma di Valerio D’Andrea, le due compagini migliori, per
un derby che si preannuncia entusiasmante e ricco di contenuti. Talenti,
strategia, tattica, tecnica, personalità: avremo un saggio di tutto questo
domani al Galli di Cerveteri (ore 15:30), quando si affronteranno le regine
della Categoria in un match che non dimenticheranno mai. Arrivati a questo punto
c’è poco da pensare, bisogna soltanto prepararsi al meglio per dare il massimo
nell’ultima, importantissima, partita. E se non fosse già importante il fatto
che sarà una Finale, a rendere tutto ancor più speciale si aggiunge l’aspetto
che sarà un derby, la partita che nessuno vuole perdere, per alcun motivo.
Il precedente Di tale super-sfida abbiamo avuto un assaggio ad
inizio stagione, nel pre-campionato, nella finale del Torneo Serilli per
l’esattezza. L’esito è stato eclatante, con un tennistico 6-1 in favore dei
giallorossi, capaci di ribaltare l’iniziale vantaggio avversario firmato
Nicodemo con le doppiette di Barbarossa e Riccardi, la straordinaria
coppia-gol, il sigillo di Cangiano e l’autorete di Cerbara. Da quel momento le
due squadre sono maturate, perfezionandosi e dominando il rispettivo girone di
campionato, chiudendo imbattute la stagione, una dimostrazione di forza senza
eguali (i giallorossi addirittura sempre e solo vincenti). Sono cresciuti di
più gli aquilotti, soprattutto dal punto di vista difensivo, mentre i
lupacchiotti hanno confermato tutto quello che avevano messo in mostra in quel
giorno di Settembre al Campo Urbetevere, limando i già pochi difetti. Domani,
in virtù di questo precedente e di quanto visto nel corso dell’anno, l’ago
della bilancia penderà dalla parte della Roma, che partirà favorita, ma la Lazio
scenderà in campo consapevole dei propri mezzi e determinata a sovvertire tale pronostico.
I duelli
I due tecnici avranno a disposizione
tutti grosso modo, eccezion fatta per Chierico tra le fila della Roma. Tolto il
centrocampista giallorosso, dunque, squadre al completo per la finalissima.
Molti i duelli insiti nel match: sarà Siclari vs Coccia per chi dominerà la fascia,
Armini/Dutu vs Santese/Laurenzi per quale coppia si ergerà a vero muro,
Nicodemo vs Barbarossa per chi sarà il bomber decisivo, infine Napolitano vs
Riccardi per chi sarà il leader, il trascinatore, il migliore in campo. La Roma
si affiderà al consueto giro-palla, avvolgente e paziente, con l’obiettivo di
far muovere e disunire gli avversari e mettere il suo attacco micidiale nella
situazione di affondare il colpo decisivo; la Lazio dal canto suo userà tutta
la concentrazione possibile per chiudere come sa tutti gli spazi, solida ed
organizzata, non rinunciando ad attaccare con forza e fisicità per portare
dalla sua parte l’inerzia dell’incontro. Sulla Roma inevitabilmente peseranno
più aspettative, e D’Andrea dovrà esser bravo a far giocare i suoi ragazzi in
tranquillità, in scioltezza nel palleggio come sanno, contro una Lazio che
scenderà in campo con il coltello tra i denti, aggressiva su ogni pallone per
far sbagliare gli avversari, per quella che potrebbe essere la giusta chiave
tattica della sfida.
In campo L'ultimo duello è Bianchi vs D'Andrea. E’ difficile che i due tecnici
cambieranno l’assetto della loro squadra proprio nell’ultimo atto, dopo una
stagione straordinaria. Provando ad ipotizzare i due schieramenti, sia Bianchi
che D’Andrea dovrebbero schierare il consueto 4-3-3, un modulo assolutamente
affidabile, equilibrato e che valorizza ogni reparto. Se la Lazio ci ha
abituato ad un’interpretazione standard di tale schieramento, con un uso
intelligente di corsie laterali ed imbucate centrali, la Roma di D’Andrea tende
a personalizzarlo leggermente, ottenendo un risultato devastante. Più che un
4-3-3, infatti, quello del club di Trigoria è solito diventare un 4-1-2-3, con
il regista che rimane a far gioco davanti alla difesa e le due mezz’ali
(Riccardi e Simonetti/Meo) che giocano praticamente a ridosso del tridente. Il
risultato è una rara potenza offensiva, con la squadra che riesce comunque a
mantenere un equilibrio grazie all’ottima forma fisica di tutti gli elementi.
La Lazio può di conseguenza scegliere di attendere e ripartire, aspetto in cui
è maestra, oppure di aggredire, snaturando il gioco degli avversari.
Analizzati tutti gli aspetti, non resta che
attendere con ansia la partitona di domani, in cui non conteranno più pensieri
e preparativi, ma solamente fiato, sudore, grinta e mentalità, per raggiungere
un sogno e coronare una stagione memorabile.
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