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L'EPISODIO

Quel panino che sa di tranquillità. Grifone e Saxa uniti nella solidarietà

Brutto spavento per il giovane Francesco durante un'amichevole. L'immediato soccorso ha condotto ad un lieto fine

03 Marzo 2026

Federico - Saxa, Proietti Grifone

Federico della Saxa Flaminia Labaro con il dg del Grifone Daniele Proietti (Foto ©Saxa Flaminia Labaro)

Ci sono sabati in cui il pallone rotola via, lontano, diventando improvvisamente l'oggetto più insignificante del mondo. Sabati in cui il fischio dell'arbitro non segna la fine di un'azione, ma l'inizio di un silenzio assordante. È successo sabato scorso al Villa de Massimi, durante l'amichevole Under 14 tra i padroni di casa del Grifone Calcio e il Saxa Flaminia Labaro.

Mancano pochi minuti al fischio finale. La partita volge al termine quando, lontano dall'azione di gioco, accade l'imprevisto. Francesco, 13 anni non ancora compiuti, si accascia al suolo. Non c’è stato contrasto, non è una caduta di gioco. È un malore improvviso: ma è in questi istanti che si vede la differenza tra il panico e la competenza.

A intervenire immediatamente, portando in campo le competenze necessarie, sono stati Federica, dirigente accompagnatrice che nella vita è infermiera, e mister Simone Di Pietro, abilitato al primo soccorso. Hanno prestato le prime cure con freddezza e professionalità, trovando immediata sponda nella dirigenza del Grifone, che ha mostrato una prontezza encomiabile attivando la macchina dei soccorsi. Una sinergia perfetta che ha permesso all'ambulanza di intervenire in pochissimi minuti.

Le ore successive hanno portato un quadro clinico che richiede attenzione e riposo, ma anche una notizia che ha permesso a tutti di tirare un sospiro di sollievo: le condizioni sono in miglioramento e il percorso indicato dai medici punta a un recupero completo. Per un po’ niente campo: conta solo rimettersi in sesto, con calma e senza forzare.

Se la prontezza dei soccorsi ha preservato la salute di Francesco, è il gesto compiuto ieri mattina ad aver ritemprato lo spirito. Daniele Proietti, Direttore Generale del Grifone, ha scelto di declinare la solidarietà nel modo più autentico e viscerale possibile, lontano da ogni retorica istituzionale. Si è presentato da Francesco non per una visita di rito, ma per condividere un pranzo dal sapore antico: pane e porchetta. Un convivio inatteso tra le mura dell'ospedale, un momento di normalità dirompente che, tra un boccone e un sorriso, ha saputo restituire al ragazzo quella leggerezza necessaria per lasciarsi l’accaduto alle spalle. In quel pasto consumato insieme, al di là di ogni rivalità sportiva, risiede la vittoria più nobile: l’umanità che sa farsi cura.

Intanto il telefono del giovane calciatore ha continuato a vibrare. I compagni del Saxa lo hanno sommerso di messaggi: lo aspettano nello spogliatoio, tra risate e “battute” che sanno già di normalità ritrovata. Perché a 13 anni una squadra è una seconda famiglia, e una famiglia non mette fretta: aspetta.

Alla fine, questa storia non parla di un risultato, ma di una rete invisibile che funziona quando serve: persone formate, prontezza, responsabilità. E un abbraccio, quello sì, che vale più di qualsiasi vittoria.

Forza Francesco, la partita più importante l'hai già vinta tu, insieme alle persone straordinarie che ti sono accanto.

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