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la scheda
17 Dicembre 2015
Nel calcio,
il portiere è quel giocatore che ha il compito di difendere la porta della
propria squadra, senza ombra di dubbio il ruolo più delicato di tutti. Perché se
un attaccante sbaglia un gol, o un centrocampista un passaggio, poco male
tendenzialmente, rimane il dispiacere ma non ci sono conseguenze gravi e
dirette sul match; se sbaglia il portiere invece… Ci vuole quindi personalità,
carattere e convinzione nei propri mezzi per schierarsi tra i pali: per questo
motivo abbiamo voluto evidenziare quali, secondo noi, finora si sono rivelati i migliori
interpreti di questo ruolo nella categoria riservata ai classe 2001, ovvero i
Giovanissimi Elite.
Federico
Falconi (Aurelio F.A.) Il giocatore del club granata è il più prestante dei tre
fisicamente. Una buona statura è la prima prerogativa che un buon portiere deve
avere, affinchè possa intercettare meglio
i cross avversari e, in generale, primeggiare nel gioco aereo in area di
rigore, cose che a lui riescono facilmente. Tuttavia, una fisicità importante potrebbe rappresentare un
impedimento, giacché per muoversi tra i pali sono anche necessarie agilità e
rapidità: ma non è il caso di Falconi, che ha dimostrato in più occasioni di
esser molto veloce ed abile anche negli interventi in presa bassa.
Alessio Salvato (Ladispoli) L’estremo
difensore della compagine lidense (che vanta una gran scuola di portieri)
sorprende per l’esplosività e la personalità. Riguardo alla prima componente, Salvato si rende spesso protagonista di parate
spettacolari: molto bravo, agile e potente nel trovare l'elevazione e l'efficacia giusta negli interventi in tuffo.
Il secondo fattore viene evidenziato dal fatto che è un vero leader nella sua
squadra, tanto da incaricarsi anche, talvolta, di tirare i calci di punizione.
Matteo De Persio (Ostiamare) Il
portiere della società viola è fenomenale nelle uscite, sia in presa alta che
bassa. Avendo gran tempismo, De Persio ha la capacità e la
reattività di leggere con precisione le traiettorie del pallone, in modo da
farsi trovare pronto all'arrivo della sfera. Ottimo dunque il suo senso della posizione,
in base al quale riesce spesso e volentieri a chiudere lo specchio della porta
agli avversari, diminuendone la possibilità di segnare.
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