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30 Agosto 2015
Adusa con la maglia della Lazio ©GazzettaRegionale
Si è mosso sottotraccia, nel riserbo
più assoluto, ma alla fine Joop Lensen ha piazzato un colpo da
brividi. Il nuovo responsabile del settore giovanile della Lazio non
si è infatti lasciato scappare il ghanese Diwomo Jonathan Adusa. Un
nome che, per ora, ai più magari dice ancora poco ma che, almeno da
quanto si è visto nelle ultime uscite dei Giovanissimi Nazionali,
pare proprio essere uno dei talenti più cristallini che si sono
visti dalle parti di Formello negli ultimi anni.
Identikit. Diwomo Jonathan Adusa nasce
a Tema in Ghana ( ma ha il doppio passaporto italo-ghanese, ndr), il
27 Settembre del 2001. All'età di otto anni arriva in Italia con i
suoi genitori che si trasferiscono a Reggio Emilia. Qui, Jonathan
comincia a giocare a calcio con il Santos 1948, piccola società
dilettante della zona. Non passa molto tempo prima che il ragazzo
mostri delle doti decisamente sopra la media. Qualità che attirano
immediatamente le attenzioni della Reggiana che lo inserisce subito
nelle sue squadre giovanili. Adusa brucia le tappe guadagnandosi
diverse convocazioni con i ragazzi più grandi. L'anno scorso, tanto
per chiarire, mette a segno ben 30 gol tra il campionato 2001 e
quello dei Giovanissimi Nazionali 2000 disputato da sotto età. Uno
score impressionante che, sommato alle ottime prestazioni fornite
durante alcuni tornei, non ha fatto altro che alimentare le
attenzioni di diverse società professionistiche tra cui spicca
sicuramente la Juventus. Questa estate però, dopo quattro anni con
la Reggiana, Joop Lensen ha bruciato la concorrenza riuscendolo così
a portare alla Lazio.
Funambolo. Ciò che salta subito
all'occhio vedendo giocare Adusa è sicuramente la tecnica
eccezionale di cui dispone. Tocco di palla e proprietà di dribbling
che difficilmente si possono riscontrare in altri ragazzi così
giovani. Qualità che ne hanno fatto il terminale offensivo del 4-3-3
di Ruggeri. Questo classe 2001 fa perciò della rapidità e della
capacità di creare superiorità numerica le proprie armi principali.
Adusa, che calcia indifferentemente con entrambi i piedi, può
giocare sia sugli esterni nel tridente offensivo che come punto di
riferimento centrale (così come pare proprio voler fare l'allenatore
biancoceleste, ndr). Ovviamente, vista la giovane età, gli aspetti
su cui deve ancora lavorare ci sono. Adusa è infatti ancora acerbo
tatticamente e, in alcune occasioni, pare ancora perdersi in delle
leziosità tecniche che talvolta però rivelano magari delle giocate
decisive. Ruggeri sta però lavorando molto sul ragazzo, sia dal
punto di vista tecnico-tattico che caratteriale, provando così ad
incanalare nella giusta direzione delle potenzialità sicuramente
importanti. Di strada, sia ben chiaro, Adusa ancora ne dovrà fare
parecchia ma certo è che, con un bagaglio come il suo, quest'anno i
Giovanissimi Nazionali della Lazio ci faranno divertire.
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