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lo speciale/2
26 Novembre 2015
Dopo la difesa, è ora il turno del
centrocampo. La seconda puntata dello speciale “Derby Capitale” è
infatti interamente dedicata a quel reparto che sarà il cuore
pulsante della stracittadina. Là in mezzo, mai come stavolta, ci
sarà infatti da correre e sudare cercando poi di accendere con un
lampo la luce che illuminerà la partita più importante dell'anno.
Diversi... Se in difesa le
strade intraprese da Ruggeri e D'Andrea sono piuttosto simili, a
centrocampo le scelte dei due tecnici sono completamente diverse.
4-2-3-1 solido ed equilibrato per la Lazio, 4-3-3 decisamente più
offensivo, e pressoché identico a quello dello scorso anno, per la
Roma. Occhio soprattutto ai due interni giallorossi che si allargano
molto in fase di possesso dando così una superiorità numerica che,
sulla trequarti avversaria, diventa devastante. Di contro la coppia
davanti alla difesa schierata dalla Lazio avrà meno libertà
d'azione con il solo trequartista che ha la possibilità di svariare
su tutto il fronte d'attacco. Lecito quindi attendersi una Roma
aggressiva, che andrà a prendere alta la Lazio per poi sfruttare la
sua grande qualità di palleggio. Ruggeri sa di non poter affrontare
a viso aperto la corazzata giallorossa e probabilmente proverà a
fare densità per poi verticalizzare nella maniera più rapida
possibile.
...ma non troppo Punto
d'incontro tra i due tecnici è la scelta di affidarsi a degli uomini
d'ordine davanti alla difesa. A controllare i giri del motore della
Lazio ci penserà Andrea Spoletini, centrocampista centrale che fa
della continuità di rendimento e dell'intelligenza tattica le use
armi principali. Collega, sull'altra sponda del Tevere, è Luca
Chierico. Figlio d'arte, non gode di una grande fisicità ma in
quanto a qualità di palleggio e visione di gioco ha ben pochi
rivali. A lui spetterà il delicato compito di dare equilibrio ad una
squadra a trazione decisamente anteriore.
Ballottaggio Proprio a
centrocampo, Ruggeri e D'Andrea devono sciogliere ancora un paio di
nodi. A Trigoria, il dubbio più grande è quello tra Meo e
Simonetti. Il secondo è un vero e proprio allenatore in campo,
dinamismo e cuore per quello che, già lo scorso anno, è stato il
motore della mediana del tecnico. Il primo, ex Tor Tre Teste, è più
offensivo del compagno e gode di una maggiore fisicità. Proprio
quest'ultima caratteristica potrebbe, stavolta, regalargli la maglia
da titolare. In una gara in cui la Lazio giocherà il meno possibile
palla a terra e dove ci sarà da fronteggiare un muscolare De
Angelis, Meo pare essere la scelta più indicata. In casa
biancoceleste, Ruggeri sta valutando a chi affidare la maglia numero
dieci. A lottare per il posto di trequartista sono Lorenzo Putti e il
classe 2002 Daniel Guerini. Il primo è un elemento magari meno
fantasioso ma che sa far male qualora dovesse avere lo spazio
necessario. Guerini, pur da sotto età, è uno di quegli elementi che
ha mostrato le migliori qualità tecniche nel gruppo di Ruggeri.
Imprevedibilità, dribbling e la capacità di usare entrambi i piedi
ne fanno sicuramente l'uomo che, sulla trequarti, può davvero
inventare la giocata giusta in qualsiasi momento. Proprio la sua
fantasia potrebbe essere la chiave giusta per far saltare il banco e,
se non da titolare, ci aspettiamo di vederlo almeno a partita in
corso.
Osservati speciali Là in mezzo
saranno due i nomi caldi: Roberto De Angelis e Alessio Riccardi.
Seppur in maniera diversa, a loro spetterà il compito di far pendere
l'ago della bilancia da una parte o dall'altra. I due per
caratteristiche simboleggiano l'atteggiamento con cui Lazio e Roma
interpreteranno il prossimo derby. De Angelis è il classico
centrocampista muscolare ma guai a scambiarlo per un semplice
“portatore d'acqua”. Oltre a far valere la sua fisicità davanti
alla difesa, il biancoceleste sa rendersi pericoloso soprattutto sui
calci piazzati, occasione in cui i ragazzi di D'Andrea non dovranno
perderlo d'occhio. Riccardi è invece l'uomo di fantasia dei
giallorossi. Numero dieci moderno che, seppur schierato da interno,
ha l'intelligenza tattica di saper cambiar pelle alla squadra alzando
o abbassando la sua posizione in campo. Quest'anno è cresciuto
ulteriormente visto che ora, assieme ad una rapidità di pensiero che
lo rendevano spesso l'uomo dell'ultimo passaggio, ha migliorato il
suo feeling con il gol. Se la Lazio vuole far risultato il numero
dieci giallorosso deve essere imbrigliato a dovere.
Domani sera non perdere la terza
puntata dello speciale “Derby Capitale” in cui metteremo a
confronto l'attacco di Roma e Lazio.
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