Cerca
focus
16 Febbraio 2026
Kri Bi Koffie (Foto ©Empoli)
Tra le note più luminose emerse dalla sfida contro la Roma, in casa Empoli spicca senza dubbio la prova di Eliot Kri Bi Koffie, centrocampista classe 2011 che ha lasciato un’impressione fortissima per completezza e maturità. Originario della Costa d’Avorio, Kri Bi Koffie è uno di quei giocatori difficili da incasellare in un ruolo preciso. Nasce mezzala, ma di fatto interpreta il ruolo da tuttocampista moderno: recupera palloni, imposta, accompagna l’azione e si inserisce senza dare riferimenti. Le chiavi del centrocampo passano quasi sempre dai suoi piedi, e non è un caso se ogni fase della manovra azzurra trova in lui un punto d’appoggio costante.
Alto 172 centimetri, baricentro basso, corpo compatto e grande forza nelle gambe, qualità che gli permettono di reggere l’urto anche contro avversari più strutturati. Ma ridurre tutto all’aspetto atletico sarebbe ingeneroso. La sua partita contro i giallorossi è stata un piccolo manuale di gestione con poche giocate forzate, scelte quasi sempre pulite e una doppia fase di altissimo livello.
Il suo compito non è quello di riempire il tabellino, ma i numeri iniziano comunque ad arrivare. 2 gol in 16 presenze e, nell’ultima uscita, la giocata che ha portato al pareggio: inserimento centrale, destro potente dall’interno dell’area e respinta del portiere trasformata poi in rete da Dalla Bona. Un’azione che racconta bene il suo calcio, fatto di tempi giusti, letture mature e presenza costante dentro la partita.
Più che un prospetto da copertina, Kri Bi Koffie sembra già un centrocampista pensante, capace di interpretare più spartiti nello stesso incontro. Qualità tecnica, resistenza e personalità sono ingredienti che, a questa età, fanno davvero la differenza e spiegano perché attorno a lui l’Empoli stia costruendo un’identità precisa.
La sensazione è che non si tratti solo di un talento interessante, ma di un ragazzo già avanti nella comprensione del gioco. Se continuerà su questa strada, con la stessa umiltà e la stessa continuità, il suo nome potrebbe presto uscire dai confini del settore giovanile. Per ora resta un classe 2011, ma in campo si muove già come uno che sa esattamente dove vuole arrivare.
EDICOLA DIGITALE
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni