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l'intervista
22 Maggio 2015
L'esultanza dopo il gol in finale © GazzettaRegionale
Il successo dell'Ostiamare è una di
quelle vittorie che non può non rimanerti impressa. I biancoviola
hanno infatti stupito tutti guadagnandosi, settimana dopo settimana,
un titolo che ha tutto il sapore dell'impresa. La cavalcata compiuta
da Ranese e i suoi ragazzi non ha conosciuto ostacoli culminando poi
in una finale al cardiopalma dove, con una rimonta da brividi, i
lidensi si sono presi un titolo regionale mai stato tanto dolce.
Cuore pulsante dell'Ostiamare non può che essere Saverio Carrera,
centrocampista e capitano, con cui ci siamo divertiti a ripercorrere
le tappe più belle di una stagione che, a Ostia e dintorni,
difficilmente potranno dimenticare.
Allora Saverio, partiamo dalla fine, o
meglio, dalla finale di Cerveteri
“Che dire, la prima cosa che mi viene
in mente sono quei due gol che abbiamo preso e di come mi sentivo
abbattuto”.
L'inizio in effetti non è stato dei
migliori
“Gia l'anno scorso siamo usciti ai
quarti per 2-1 contro la Lodigiani, già rivedevo lo stesso film”.
Il finale però stavolta è stato
decisamente diverso
“Abbiamo lottato. Poi il mio gol, il
rigore di Mirante, e la rete di Morra ci hanno permesso di rialzarci
e di conquistare questo titolo”.La rimonta che avete inscenato ha avuto
del clamoroso. Quale è stato il vostro segreto?
“Nessun segreto. La cosa più
importante è stata la forza del gruppo. Siamo stati uniti tutto
l'anno, in una stagione dove siamo riusciti a partire primi in
classifica e arrivare primi in classifica. Poi, a rendere tutto
ancora più bello, c'è stata la rimonta da 0-2 a 3-2. Se c'è
qualcosa che ha fatto davvero la differenza in questa finale è stata
la forza del nostro gruppo”.
Di la verità però, sul 2-0 per la Tor
Tre Teste credevate ancora alla vittoria?
“Sinceramente sull'1-0 ancora
pensavamo di potercela fare ma subìto il 2-0...”.
Cosa vi passava per la testa in quei
momenti?
“Ci siamo trovati sotto di due gol
praticamente subito, abbiamo anche temuto di fare una figuraccia. E'
stata dura ma non ci siamo abbattuti. Dopo un campionato come quello
che abbiamo fatto sarebbe stato ingiusto perdere proprio in finale”.
Tu, da capitano, come vedevi la
squadra?
“Vedevo gli sguardi un po' persi però
quando ho fatto gol non ho perso tempo ad esultare. Ho subito detto
di rimettere la palla al centro e di andare a vincere. Negli
spogliatoi alcuni ci credevano ancora altri erano un po persi, poi
però ci siamo rialzati tutti e abbiamo continuato a lottare insieme
per arrivare all'obiettivo”.
Dopo il tuo gol, decisivo è stato un
secondo tempo giocato alla grande. Cosa vi ha detto Ranese negli
spogliatoi?
“Il mister non ci ha rimproverato
nulla, in fondo i gol sono arrivati da due nostre disattenzioni. Non
riuscivamo a valorizzare le nostre azioni il mister non ha fatto
altro che darci la carica. A quel punto ci siamo guardati negli
occhi, ci siamo detti che eravamo i più forti e poi in campo lo
abbiamo dimostrato tramite il gioco”.
Un'impresa che, alla fine, è arrivata.
Come ci si sente ad essere i campioni?
“Un'emozione che mi rimarrà per
tutta la vita. Quando ho sentito il triplice fischio nn ci credevo e
ancora non ci credo. E' un onore essere i più forti della regione e
averlo dimostrato con una partita memorabile non è una sensazione
spiegabile a parole ma chi l'ha vissuta sa di cosa sto parlando”.
A rendere tutto ancora più speciale
per te c'è stato il gol. Dimostrazione del fatto che, dopo quello in
semifinale e quello contro l'Urbetevere, nelle partite importanti ti
esalti.
“Non sono uno che segna spesso, ne ho
fatti sei quest'anno. Quando ho segnato in finale gli altri quasi non
ci credevano (ride, ndr). Questa è la prova però che, nelle partite
importanti, se dai l'anima, se dai il cuore prima o poi il gol
viene”.La vittoria in finale arriva dopo una
stagione ai vertici. Vi aspettavate un anno da protagonisti?
“Be' no, la vittoria del titolo è
stata inaspettata anche per noi. Inizialmente l'obiettivo era quello
di arrivare ai playoff poi, partita dopo partita, abbiamo cominciato
a credere nel primato. Arrivati alle finali ci siamo detti che
dovevamo far di tutto per coronare al meglio una simile stagione”.
Punto caldo del campionato è stato
sicuramente il testa a testa con l'Urbetevere
“Non è stato facile ma siamo stati
bravi a reggere l'impatto psicologico. Sapevamo di doverle vincere
praticamente tutte sperando poi che l'Urbetevere perdesse o
pareggiasse. Nel finale di campionato poi la tensione rendeva tutto
molto più complicato perchè, anche con le ultime in classifica,
sapevi che dovevi vincere per forza per non perdere il primo posto.
Alla fine però ce l'abbiamo fatta grazie alla forza della squadra e
al mister che ha saputo farci mantenere la concentrazione giusta”
In un campionato praticamente perfetto,
c'è una partita che cancelleresti?
“Probabilmente quella con il Savio in
casa nostra. Abbiamo perso 3-1 e per noi è stato un duro colpo.
Un'altra è sicuramente quella in casa con la De Rossi dove abbiamo
perso punti senza senso. Abbiamo commesso il grave errore di andare a
giocare con superficialità e ne abbiamo pagato le conseguenze”
Saverio, se non hai altro da aggiungere
chiuderei facendoti i complimenti
“Be' veramente qualcosa vorrei
aggiungerla...”
Ah sì, e cosa?
“Dico che sono contento di aver
chiuso l'anno con questa vittoria dopo una stagione in cui tutti ci
davano per sfavoriti. Mi ricordo che dicevano che non saremmo
arrivati ai playoff, poi che saremmo usciti ai quarti e prima della
finale ricordo titoli come Ostiamare contro il gigante Tor Tre Teste.
Ecco perchè questa vittoria mi rende davvero felice, quando hai
tutti contro è bello far cadere i pregiudizi e far vedere quanto
vali in realtà”.
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