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l'intervista
03 Luglio 2015
Alessandro Di Nunno lascia la Tor Tre Teste © photosportroma.it
Una notizia che, nel mondo del settore
giovanile dei dilettanti, arriva come un fulmine a ciel sereno.
Quest'anno, incredibile ma vero, sulla griglia di partenza della
nuova stagione non ci sarà Alessandro Di Nunno. Esatto, uno dei
tecnici migliori in circolazione non siederà più sulla panchina
della Nuova Tor Tre Teste.
Scelta dolorosa. Interrompere un
rapporto dopo più di dieci anni non è certo stata una scelta
semplice. Una decisione che però, come ci rivela lo stesso Di Nunno,
è maturata già da un po' di tempo: “E' stata una decisione che ho
preso già da Marzo. Ne ho parlato con il presidente a cui avevo già
detto che questo sarebbe stato il mio ultimo anno nel settore
giovanile della Nuova Tor Tre Teste. Di comune accordo abbiamo quindi
deciso che dopo aver fatto bene per tutti questi anni era giusto
cercare nuovi stimoli”. Difficile immaginare Di Nunno con indosso
altri colori, visto soprattutto che il rapporto che lega il tecnico
alla società va ben oltre il semplice aspetto professionale: “E'
stata una scelta dolorosa perchè lascio la Tor Tre Teste, una
professionista tra le dilettanti. Ho avuto la fortuna di lavorare per
dieci anni con persone che mi hanno fatto crescere sia dal punto di
vista calcistico che umano. Ci tengo però a precisare che per me si
interrompe il rapporto professionale, ma la stima e l'amicizia che mi
legano a chi c'è qui e alla famiglia Di Bisceglia di certo non
finisce”.
Quale futuro? Metabolizzato un addio
che ha del clamoroso, la prima domanda è sicuramente quella su quale
sarà adesso la prossima panchina su cui siederà Alessandro Di
Nunno. Una scelta non semplice e tutt'altro che scontata anche se, a
sentirlo, Di Nunno pare già aver una certezza assoluta: “Ho
lavorato per anni nel migliore settore giovanile d'Italia a livello
dilettantistico, sinceramente non mi vedo da nessuna altra parte se
non tra i grandi o a livello professionistico, quanto meno per
mettermi alla prova”. Di Nunno si prepara dunque al grande salto
seppur non ancora cosciente della destinazione: “Io mi sento
allenatore e non mi spaventa né la categoria né la società
importante. Per diventare un tecnico ci sono due strade, o riesci ad
entrare in una società professionistica e crescere nel suo settore
giovanile o provi l'esperienza con i grandi”. Di Nunno non esclude
quindi una possibile esperienza anche in un mondo decisamente diverso
come quello delle prime squadre: “Un allenatore giovane può
portare quella voglia di emergere e quel cambiamento di cui c'è
bisogno quando si inizia una nuova avventura”.
Dopo tre titoli regionali e cinque
finali in sei anni, le strade di Di Nunno e della Tor Tre Teste hanno
finito con il separarsi per una storia che, seppur bellissima e piena di trionfi, è clamorosamente arrivata ai titoli di coda.
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