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Qualificazioni Europeo U17
25 Marzo 2026
L'Italia di Daniele Franceschini (Foto ©FIGC)
L’Italia s’è desta. È solo la prima sfida del raggruppamento A2, dalla quale uscirà fuori la squadra che volerà in Estonia per l’Europeo in programma dal 25 maggio al 7 giugno. Ma è bastata per capire di che pasta è fatta la squadra di Daniele Franceschini. Grinta, cuore, passione: solo alcuni degli ingredienti che hanno permesso agli azzurrini di gettare il cuore oltre l’ostacolo e ribaltare il Portogallo campione d’Europa in carica. Un successo di squadra che spinge sul morale e sulla fiducia di un gruppo coeso e ricco di un’immensa qualità. Gli azzurrini approcciano la gara nella maniera corretta: ottima propositività offensiva, con le incursioni sulle corsie laterali preferite al grande traffico delle vie centrali. Dopo soli 5’, Albini (il migliore nel primo tempo) scodella al centro per la sforbiciata di Corigliano, sulla quale arriva la deviazione da due passi di Perillo che saggia i riflessi di Marques. L’occasione creata a un pugno di minuti dal fischio d’inizio sembrava essere il preludio a una frazione arrembante e positiva per l’Italia. E invece resterà un singolo episodio isolato nella buriana rivale. Perché il Portogallo carbura con lo scorrere del tempo, come un diesel, e, scoccato l’11’, sferra un rapido uno-due che manda alle corde gli azzurrini. A spaccare lo zero è la rete di Guerra, che, sulla dormita generale della retroguardia di casa, aggancia al limite dell’area, si gira in un fazzoletto e, da vero cobra d’area, morde in rete per l’1-0. L’Italia non riesce a reagire. Anzi, perisce attonita alle incursioni rivali, che prendono il largo. Quattro minuti più tardi, infatti, Rodrigues pesca in profondità Ferreirinha, che sbuca alle spalle di Varali, salta Lupo (uscita dai pali alquanto avventata) e tocca morbido a porta sguarnita. I duri colpi incassati dagli azzurrini scombussolano il piano gara inizialmente pensato da Franceschini. Il Portogallo amministra con raziocinio, attento a non scoprirsi e controllando i ritmi del gioco in virtù del doppio vantaggio. L’Italia riprende da dove si era fermata ed è sempre dalla fascia di Albini che crea maggiori pericoli. Come alla mezz’ora, quando un suo cross dalla sinistra viene fermato con la mano, non vista dall’arbitro, da un Domingos in netto ritardo. Nel finale di tempo, Fugazzola prova il timido mancino da fuori (parato), ma l’impressione degli ultimi minuti è che, nonostante il pesante passivo, l’Italia sia viva.
Negli spogliatoi, infatti, si producono due reazioni chimiche opposte. E a trovare la soluzione vincente è Franceschini. Perché i suoi rientrano in campo con altro piglio e, dopo soli sessanta secondi, accorciano le distanze grazie al sigillo del solito trascinatore Diego Perillo. A quel punto Corigliano e compagni planano sulle ali dell’entusiasmo e, sospinti dai ruggiti di un pubblico riacceso sulle tribune, firmano il pari con Okon, che rifinisce sotto porta e mette ordine in area dopo una corale azione costruita dalla corsia sinistra. Rimonta completata. L’inizio shock per i lusitani rimette gli azzurrini in piena corsa in un match dall’epilogo tutto da scrivere. Gasparello e Landi, in una conclusione praticamente identica, strozzano troppo il tiro e accarezzano solamente il lato del palo. Ma proprio Jacopo Landi, entrato in campo con le molle al posto delle gambe, è l’asso pescato dal mazzo delle sostituzioni di Franceschini che spariglia le carte in tavola. Perché la punta dell’Empoli alla mezz’ora è lesta nel rubare la sfera dai piedi di Marques, totalmente addormentato in fase di costruzione, accentrarsi dalla sinistra e accomodarsi per il tocco comodo a porta vuota. Scacco matto. I lusitani non ne hanno più: provano a raschiare dal barile le ultime forze, ma il contraccolpo subito pesa come un macigno sulla squadra di Lima. E, se non per l’ultimo brivido finale per gli azzurrini — Lupo regala sul tramonto della sfida a Silva una ghiotta occasione che il difensore portoghese fallisce sciaguratamente —, sul rettangolo verde è un tripudio tricolore. Anzi, sul gong c’è anche tempo per l’ultimo palo di Gasparello sul break conquistato in ripartenza dall’Italia. Ma può bastare così. È festa azzurra al Barbetti. Appuntamento sabato 28 marzo per la seconda gara del girone contro l’Islanda, al “Renato Curi” di Perugia.
ITALIA Lupo, Bonifazi (44’st Donato), Albini, Diallo, Varali, Ballarin (44’st Bernamonte), Okon, Gasparello, Corigliano (26’st Landi), Fugazzola (26’st Casagrande), Perillo (38’st Fustini) PANCHINA Giaretta, Dattilo, Puricelli ALLENATORE Franceschini
PORTOGALLO Marques, Silva R., Silva I., Cabecana (34’st Batista R.), Domingos, Batista N. (23’st Da Silva), Correia (23’st Gomes), Guerra, Silva V. (23’st Tomas), Ferreirinha, Rodrigues (34’st Ferreira S.) PANCHINA Gaidao, Ferreira T., Ferreira K., Goncalves ALLENATORE Lima
MARCATORI Guerra 11’pt (P), Ferreirinha 15’pt (P), Perillo 1’st (I), Okon 6’st (I), Landi 30’st (I)
ARBITRO Graagaard
ASSISTENTI Deronjic e Duran
Note Ammoniti Correia Fugazzola Bonifazi Diallo Angoli 4-3 Fuorigioco 1-1 Rec. 1’pt-6’st
Seconda giornata (sabato 28 marzo)
Ore 12: Portogallo-Romania, Stadio ‘Carlo Angelo Luzi’ di Gualdo Tadino (PG)
Ore 15: Islanda-ITALIA, Stadio ‘Renato Curi’ di Perugia (diretta su Vivo Azzurro TV)
Terza giornata (martedì 31 marzo)
Ore 18: Portogallo-Islanda, Stadio ‘Renato Curi’ di Perugia
Ore 18: Romania-ITALIA, Stadio ‘Pietro Barbetti’ di Gubbio (diretta su Vivo Azzurro TV)
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