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Mauro Bardi, il cervello del Savio. E della Rappresentativa

Il centrocampista biancoazzurro è al centro sia del progetto di Rubenni che di quello di Ippoliti: è lui il motore delle due formazioni

05 Febbraio 2025

Mauro Bardi, il cervello del Savio. E della Rappresentativa

Mauro Bardi, centrocampista del Savio (©Lori)

"Tiene il centrocampo da solo: è un giocatore fatto e finito": questo il commento arrivato durante l'ultimo raduno della Rappresentativa Under 19. A cui, peraltro, non ha preso parte: l'unico di quelli svolti fin qui. Mauro Bardi, evidentemente, ha convinto tutti delle sue qualità in mezzo al campo, sia nel proprio club di appartenenza che tra i responsabili del CR Lazio. Il mediano del Savio ha dato più volte prova di avere idee chiare e piedi educati nel gestire la manovra, prendendo applausi a scena aperta da tutti gli addetti ai lavori.

Nel cuore del gioco Il Savio era partito con tante aspettative ad inizio stagione, forte soprattutto del ritorno di Andrea Rubenni in panchina. Se le cose non sono andate nella maniera sperata a livello collettivo, con la squadra che sta ancora inseguendo un piazzamento nella post season, di certo il numero 4 biancoazzurro ha vissuto una stagione fin qui da assoluto protagonista. Sia contro gli avversari di categoria che contro Roma e Lazio indossando la maglia della Rappresentativa: salendo di livello il risultato non è cambiato, il centrocampo della selezione di Marco Ippoliti si è sempre retto sul metronomo di via Norma, elemento imprescindibile per ben due allenatori.

Personalità Affrontare le prof è senza dubbio un grande stimolo per tutti i giocatori del settore giovanile, anche arrivati in Under 19. Farlo con la stessa personalità mostrata dai giocatori selezionati per il CR Lazio non è affatto scontato. L'esempio di Bardi vale anche per altri compagni di Rappresentativa, ma chiaramente il suo ruolo fa risaltare di più le prestazioni di qualità. La sua sicurezza, la qualità, la capacità di pensare velocemente e di gestire il gioco con autorevolezza hanno impressionato un po' tutti, dunque non stupisce che Ippoliti non abbia mai rinunciato a lui in questi due mesi e mezzo di lavoro. E, ovviamente, non stupisce che molte delle migliori prestazioni del Savio siano coincise con giornate particolarmente brillanti del proprio capitano, guida sicura di centrocampo e spogliatoio di una formazione in grande risalita dopo un avvio di stagione non brillante. Quando il cervello della squadra funziona così bene, sognare in grande si può.

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