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Focus
28 Marzo 2026
Thomas Tavella, un anno dopo chiude un cerchio (Foto ©GazReg)
Undici metri. Una distanza che nel calcio può sembrare infinita, un baratro capace di inghiottire sogni e certezze. Lo sa bene Thomas Tavella, fantasista classe 2007 del Monti Prenestini, che per un anno intero ha convissuto con il fantasma di quel dischetto. Era la scorsa stagione quando, con la maglia della Rappresentativa, un suo errore dagli undici metri contro l’Abruzzo spense le speranze di qualificazione della truppa di Mister Ippoliti.
Ma il calcio, proprio come la vita, non ti toglie mai qualcosa senza offrirti, prima o poi, l'occasione per riprendertelo. Sta a te farti trovare pronto. E Tavella non si è fatto pregare.
Quasi 365 giorni più tardi, l’Under 19 è tornata in campo per l’esordio della kermesse. A guidarla, con la fascia di capitano al braccio, c’era ancora lui. Un segnale forte da parte di Ippoliti, che ha voluto premiare la forza d’animo e le doti tecniche del giovane talento, affidandogli il peso del comando nonostante l’amaro precedente.
La gara inizia e il Lazio, superato il brivido dell'avvio, spinge sull'acceleratore. L'astuzia di Neri conquista un calcio di rigore. In quel momento, il tempo si ferma. Sul dischetto si presenta proprio lui, colui che da quel rettangolo di gesso aveva ricevuto solo dolore.
In un istante in cui a chiunque sarebbero tremate le gambe, il classe 2007 ha scelto la via del coraggio puro. Nessuna esitazione: rincorsa sicura e un pallonetto dolcissimo. Uno scavino beffardo e poetico che ha trasformato i dubbi in esultanza.
Non è stato solo un gol. È stato un manifesto di riscatto, costanza e forza mentale. Un gesto tecnico che racconta la crescita di un calciatore capace di far brillare gli occhi agli addetti ai lavori e di gettare via, con un tocco vellutato, le insicurezze di un intero anno.
Il Lazio completa così un incredibile "4 su 4" nella giornata inaugurale, e lo deve in gran parte a un ragazzo che ha saputo aspettare il suo momento, dimostrando che il passato non è una condanna, ma solo il prologo di una bellissima vittoria.
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