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L'Intervista
04 Marzo 2026
Nicola Salipante, ex tecnico dell'Atletico Capranica (Foto ©Pallini)
Marzo è un mese interlocutorio, di attesa e riflessione. Nicola Salipante lo vive con la lucidità di chi conosce a fondo il calcio regionale. L’ex tecnico dell'Atletico Capranica, reduce dalla recente conclusione dell’avventura con il club viterbese, osserva con attenzione ciò che accade nei campionati. Partendo dall’Eccellenza, inevitabile lo sguardo al Civitavecchia, squadra della sua città.
"Sta disputando una buona stagione e si prepara a un finale emozionante. Il rallentamento dell’Aranova ha rimesso tutto in discussione. Si è ricreato un equilibrio che renderà le ultime giornate molto avvincenti".
In Promozione Salipante conosce bene l’ambiente del Santa Marinella, guidato in passato. "L’inizio è stato complicato, poi la squadra ha trovato continuità. Nel complesso la stagione è soddisfacente". Un passaggio anche su Tolfa e Ladispoli: "Erano partite per un campionato di vertice e stanno rispettando le aspettative. Forse al Tolfa manca qualche punto, ma entrambe sono semifinaliste di Coppa e potrebbero incontrarsi in finale". Capitolo salvezza: "Le nostre squadre stanno faticando. Il Tarquinia è giovane, con un tecnico esperto come Paolo Caputo che proverà fino alla fine a salvare la categoria. Anche la Nuova Pescia Romana dovrà lottare fino all’ultimo". In vetta entusiasma il duello tra Borgo San Martino e Atletico Cimina Falisca. "Sono due squadre fortissime, con caratteristiche diverse. Sarà battaglia vera fino alla fine ed è un bene per il campionato".
Tra le note liete, Pianoscarano e Città di Cerveteri: "Il Pianoscarano è la sorpresa dell’anno, il Cerveteri ha costruito un percorso importante".
Infine, un cenno alla breve esperienza a Capranica. "È stata fugace e complicata. Con il patron c’erano buone basi, ho portato giocatori importanti come Calisse, Belardinelli, Pagliuca e Sahinas. Purtroppo infortuni e turbolenze societarie hanno inciso. Quando manca serenità è difficile lavorare. Non ho rimpianti: nel calcio le esperienze vanno vissute. Eviterei però paragoni: ogni allenatore opera in un contesto diverso. Ho lasciato la squadra al terz’ultimo posto, il mio successore, supportato da tutto il club, a differenza mia, l’ha portata subito al tredicesimo, oggi è al dodicesimo, quattro punti sopra la retrocessione diretta. Fare un bilancio sul mio operato caratterizzato da sole sei gare è un diabolico giochino da bambini, farlo su 19 gare ha più senso".
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