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l'intervista

Atletico Torrenova, Farcomeni: "Il nuovo stop ci ha spiazzato e fa molto male"

Il capitano bianconero non vuole mollare: "Adesso è fondamentale allenarci anche da casa, per noi questo sport è tutto"

24 Marzo 2021

Torrenova Farcomeni

Atletico Torrenova, il capitano dell'Under 17 Farcomeni (Foto ©GazReg)

Vincenzo Farcomeni, capitano della squadra Under 17 dell’Atletico Torrenova, ha le idee molto chiare su cosa significhi portare la fascia al braccio: "Il prototipo perfetto di capitano si distingue per carattere, personalità e soprattutto perché sa tenere lo spogliatoio, in squadra ci sono caratteri diversi, e il capitano fa regnare il rispetto reciproco, la disciplina e le regole, è importante che faccia rispettare ciò che il mister chiede, e deve saper intervenire dove il mister non può". Farcomeni ci ha parlato del suo rapporto con la squadra e la società, soffermandosi poi sul mister, sul lavoro che ha fatto e che gli ha permesso di entrare nel cuore di Vincenzo e dei suoi compagni: "Questo è il mio terzo anno qui, a giugno inizierò il quarto. La squadra dopo la retrocessione dall’élite è stata rifondata, la società ha scelto alcune pedine da cui ripartire, ed alla fine le scelte hanno pagato perché abbiamo vinto i regionali. La squadra dalla rifondazione è stata sempre questa, e con i miei compagni mi trovo benissimo, a prescindere dal campo sono ottimi amici. Anche con la società mi trovo bene, è una vera e propria famiglia, nelle società in cui sono stato prima non c’erano un direttore ed un presidente così attaccati ai ragazzi, loro invece ci seguono personalmente con molta attenzione. Infine, il mister per noi è come un fratello, è sempre il primo che ci aiuta e dal punto di vista tecnico credo sia tra i più forti: dopo la retrocessione si è ritrovato senza giocatori, e ha fatto un vero e proprio miracolo, mandando alcuni di noi addirittura nel professionismo, è veramente un bravo tecnico". Purtroppo però, anche i ragazzi dell’Atletico Torrenova ora devono fare i conti con la nuova zona rossa: "Un po’ ci aspettavamo una decisione simile, noi siamo tra i pochi che si sono continuati ad allenare 3 volte a settimana, lavorando molto anche sul piano fisico senza mai mollare, questa notizia ci spiazza ma almeno restiamo in contatto tra di noi, facciamo videochiamate mentre ci alleniamo e restiamo sul pezzo. Ovviamente fa male, per noi il calcio è tutto, per me personalmente viene prima di ogni cosa, e dal presidente a noi ragazzi tutti viviamo di calcio, ora però dobbiamo continuare ad allenarci anche da casa, che siano tre settimane o due mesi, per farci trovare pronti quando servirà". Infine, il capitano ci ha parlato del suo ruolo e dei suoi modelli d’ispirazione, lasciando poi un augurio per il futuro prossimo dei suoi coetanei e non solo: "Faccio la mezzala, il mio idolo è sempre stato Lampard, parlando però di calciatori attuali dico Milinkovic-Savic della Lazio, si può considerare un top europeo, e lo ammiro per lo strapotere fisico, tecnico e per l’intelligenza. Un mio pregio può essere la generosità, a volte ricopro più ruoli, e mi piace molto inserirmi per finalizzare di testa. Un mio difetto? A volte mi perdo in giocate leziose, e devo migliorare velocità di esecuzione e di pensiero, ci sto lavorando anche insieme al mister, che conosce e valorizza i punti forti di tutti noi, in modo da rendere tutto bilanciato all’interno della squadra. Ai ragazzi consiglio di non mollare mai, il periodo è difficile per tutti e giocare a calcio aiuta a non pensarci, il calcio è felicità e vita. Il mio augurio è che tutti stiano bene, e poi una volta raggiunta la stabilità che si possa riprendere a fare la cosa che più amiamo". 

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