L'INTERVISTA

Nuova Florida, Bussone: "Noi, Ilari e bomber Antonelli"

Le parole del tecnico biancorosso che si confessa tra passato, presente e futuro

La neopromossa Team Nuova Florida si trova attualmente al 13^ posto nel girone G di Serie D con 27 punti in 23 giornate di campionato. Dopo la sconfitta subita all'Anco Marzio contro l'Ostiamare, abbiamo ascoltato il pensiero di mister Andrea Bussone.


Buongiorno mister, domenica è arrivato un brutto ko ad Ostia come risultato più che come prestazione visto che hanno fatto la differenza anche gli episodi: come vede la squadra in vista del fondamentale scontro salvezza di domenica prossima?


"La squadra sta bene, sul piano del calcio giocato ha fatto una prestazione alla pari per almeno 60 min contro l'Ostiamare, la differenza l'hanno fatta la qualità sulle palle inattive ed il cinismo sotto porta dei nostri avversari".


Si è giocata da poco la finale di coppa Italia d’Eccellenza vinta dallo Scalo: che ricordo ha di quell’emozione e di quel successo? Cosa significa vincere per un allenatore?


"Avevamo affrontato da poco la Cynthia in trasferta vincendo con un rotondo 0-3, ma sapevamo che la finale sarebbe stata un'altra gara, e ci hanno portato con merito ai calci di rigore, scelsi come ultimo uomo Porfiri che la domenica era stato l'uomo della vittoria al 96' con l'Unipomezia e ci ha fatto gioire anche in Coppa. Vincere è il premio per il sacrificio di tutti, dallo staff tecnico a quello dirigenziale passando per i calciatori. In quel momento i sorrisi di uno sono i sorrisi di tutti".


Che ambiente è il Nuova Florida? E’ pronto per fare il salto nei professionisti magari il prossimo anno?


"Il NF ha fame di calcio, vivono il calcio con una passione estrema, sudamericana, ma hanno la gestionalità di un club British, sempre equilibrato, in campo siamo Italiani. Pensiamo a tenere la categoria in questa stagione, con la mente non riesco ad andare oltre il match di domenica prossima".


Quale è il calciatore che più l’ha stupita in positivo quest’anno e cosa si aspetta da qui alla fine?


"Il nostro 2002 Ilari è l'esempio per tutti gli under che si avvicinano alla prima squadra, ha fatto 4 mesi di tribuna, assorbendo come una spugna tutti i consigli ed i richiami ricevuti e quando è stato il suo momento si è fatto trovare pronto. I giovani di oggi tendono a rispondere e non solo nel calcio purtroppo, chi fa questo salto mentale, è un passo avanti rispetto ai coetanei. Da qui alla fine mi aspetto che il gruppo cerchi di migliorarsi allenamento dopo allenamento, non cercando alibi, ma capendo i propri limiti e crescendo".


Quali sono i riferimenti di allenatori nel grande calcio e se dovesse scegliere la top 3 di calciatori laziali che ha allenato chi metterebbe sul podio?


"Luis Enrique e Allegri anche se sono per idee di calcio agli antipodi, rappresentano al meglio la mia idea di allenatore. Al primo posto non può che esserci il Re dei Bomber Stefano Antonelli, ho avuto la fortuna di allenarlo qualche mese al Tormarancio, e per la prima volta ho capito cosa volesse dire esser Calciatore. L'altro è Emiliano Turchi un altro 9, meno conosciuto del fratello che ha fatto la fortuna del Lanciano, ma qualità tecniche e cinismo sotto porta da 9 vero, con un'altra testa avrebbe potuto fare la D con 20 goal a stagione. Un giorno aveva un battesimo, al campo Castello mi disse faccio 2 reti e vado via, dopo 20 minuti aveva chiesto il cambio, goal in rovesciata e l'altro in dribbling in area, con calcio sul palo lontano. Il terzo me lo tengo per me, ce n'é più di uno".

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