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L'inchiesta

Aprilia torna ad interessarsi di sport grazie... a Gazzetta Regionale

Dopo la nostra inchiesta si parla di nuovo delle vicende che riguardano il Palazzetto dello Sport. Per noi missione compiuta

15 Aprile 2026

Il Palazzetto dello Sport di Aprilia: costruito ma non utilizzabile

Il Palazzetto dello Sport di Aprilia: costruito ma non utilizzabile (©GazReg)

"Lo sport ad Aprilia non deve morire": questo il titolo dello speciale che da cinque edizioni Gazzetta Regionale ospita sulle proprie colonne. E sembra che qualcosa si stia muovendo in seno alla città pontina proprio per tenere accesi i riflettori sulle vicende legate ad un movimento che sta vivendo uno dei periodi più complicati della sua storia. Calcio in primis ma, come abbiamo visto nelle precedenti settimane, anche tante altre discipline hanno visto frustrati i propri sforzi per mancanza di opportunità e spazi adeguati.

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Nella puntata di lunedì 13 aprile ci siamo concentrati sul Palazzetto dello Sport, da quasi un trentennio progetto "fantasma" perché previsto da una convenzione firmata nel 1997 ma ancora non fruibile dalle società sportive del territorio benché fisicamente esistente. Una gestazione lunga e complessa, con la posa della prima pietra nel 2013, l'inizio dei lavori nel 2020 ed il completamento nel 2023.

La nostra ricostruzione, probabilmente, ha smosso un po' le acque, visto che sono arrivati nella stessa giornata un comunicato della società appaltatrice del progetto oltre ad alcuni articoli che ricostruiscono la vicenda.

Acque smosse, ora non vanno fermate

La cosa fondamentale, ad ogni modo, è che il dibattito sullo sport apriliano sia ripreso. E che finalmente venga mostrata la volontà di dare il supporto necessario a chi si impegna sul territorio per dare forma ai sogni dei ragazzi, in qualunque modo essi si vogliano esprimere. Lo sport in una città che sta vivendo un commissariamento prefettizio dopo lo scioglimento dell'Amministrazione Comunale per infiltrazioni mafiose, evidentemente, non è una priorità assoluta. Ma non può neanche cadere costantemente nel dimenticatoio lasciando i giovani senza un loro diritto costituzionale.

La nostra inchiesta puntava a smuovere le acque. Sembra che ci siamo riusciti: di questo siamo molto contenti. L'importante è che finita questa onda non torni tutto come prima. Sarebbe l'ennesima possibilità sprecata.

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